Gallignana

Gallignana, paese vicino a Pisino (45°13′N; 14°01′E; 290m s.l.m.); 467 abitanti (2001); sede dell'omonimo comune. Si trova in cima ad un colle sopra la strada Pisino - Pedena, sovrastando dei torrenti che sfociano nel fiume Arsia. Gli abitanti si occupano esclusivamente di agricoltura (vite, cereali, frutta) e di allevamento del bestiame (bovini e suini), ed in minor parte lavorano nel settore terziario (Pisino).

Negli ultimi tempi si è sviluppato il turismo rurale ed escursionistico (percorso pedonale di S. Simone). Paese dalle forme di castelliere, probabilmente abbandonato in epoca romana e ristrutturato nell'epoca tardo-antica come fortezza atta alla protezione degli abitanti in tempi irrequieti. Viene nominato per la prima volta nel 1119 come Gallinianum, quando lo zupano era un certo Dražiha. Era un possedimento feudale dei patriarchi aquileiani, poi dei principi di Gorizia, e nel 1374  entrò a far parte del Principato di Pisino. Apparteneva alla diocesi di Pedena, fino alla sua abolizione avvenuta nel 1788. Nel registro dei beni pubblici del 1498 porta il nome di Galiann, ed in quello successivo  (1578) prende il nome di »cittadina« (Städtl). In questo periodo era uno dei villaggi più importanti del Principato, superiore a Pisino sia per il numero di abitanti, che per la potenza economica. La località subì dei danni durante le guerre di Venezia contro il Principato 1508-10 e 1616-17, ed i suoi abitanti protestarono anche contro i signori feudali (1636). Nei secoli XIX e XX , fu esclusa dalle viabili principali, rimanendo tale fino ai giorni nostri. Le mura medioevali  in gran parte sono rimaste conservate nel lato occidentale, settentrionale ed orientale della città, comprendendo la porta cittadina occidentale e la torre circolare nell'angolo a est (del 1500). Attraverso il passaggio dalla porta cittadina si entra nella loggia del 1549, accanto alla quale si trova il fontico e lo spazio dove una volta si trovava la guardia ( oggi vi risiedono i servizi comunali). All'inizio della piazzetta, si trova il palazzo di Salomone, edificio a due piani con finestre gotiche profilate al primo piano e finestre rinascimentali arrotondate al secondo (attorno al 1570). Nella piazza si trova la chiesetta votiva di S.Maria, costruita da Dento nel 1425 su commissione di Petar Beračić. Ha una struttura semplice, a pianta quadrata coperta da una volta a botte a sesto acuto. In essa sono conservati affreschi (attorno al 1430: L'adorazione dei Magi, santi, l'Annunziazione). Sulla facciata, un campanile a vela, davanti al quale è stato successivamente aggiunto il portico con un soffitto in legno a cassettoni. La parte nord della piazza è chiusa dai resti del castello vescovile (residenza periodica dei vescovi pedenesi) con la cosiddetta cappella vescovile ( S.Antonio da Padova - S. Fabiano e Sebastiano) del 1381, rinnovata nel 1486. È una cappella rettangolare ad una navata con un abside poligonale, sormontato da una volta gotica a vela. Gotica è pure la chiesa di S. Eufemia, basilica a tre navate con tre absidi iscritti, costruita nel 1383 e ricostruita un paio di volte (1864, 1985): qui si trovava il famoso crocifisso romanico del XIII sec. La chiesa parrocchiale dei Santi Vito, Modesto e Crescenza è una basilica a tre navate costruita 1769 al posto della precedente. La facciata è barocca, presenta degli altari in pietra ed in legno, delle panche intagliate per il coro e vari oggetti liturgici del XVIII sec. Nella via Pod sv. Fumiju è conservata una serie di case del XV secolo con al piano gli spazi abitabili dai quali si accede attraverso una scalinata esterna o dalla cantina al pianoterra. Nel quartiere di Potok si sono conservate delle case artigianali risalenti al periodo dal XVI al XVIII secolo.

R. Matijašić

 

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