Gortan, Vladimir

Gortan, Vladimir, antifascista (Vermo, 7 giugno 1904 - Pola, 17 ottobre 1929). Di professione agricoltore. Nel 1928 è diventato membro dell'organizzazione segreta antifascista fondata a Trieste (Lotta, cioè TIGR), il cui scopo era sconfiggere il fascismo e liberare l'Istria e il litorale sloveno con tutti i mezzi.

Un gruppo di sei persone (gortani) ha deciso di intraprendere un'azione il giorno delle votazioni parlamentari italiane, il 24 marzo 1929. Sparando contro una schiera di contadini che andavano a votare, il gruppo ne  uccise uno vicino al colle Kamuž. Nel tentativo di scappare in Jugoslavia il 28 aprile Gortan viene catturato e condotto a Roma, dove malmenato confessò di aver partecipato all'azione. Anche se non era stato lui a sparare contro la schiera vicino al colle Kamuž, il tribunale lo dichiarò capobanda del gruppo condannandolo alla fucilazione. Venne fucilato sulla spiaggia della baia nella parte meridionale di Pola (Baia di Gortan). Nel 1953 le sue reliquie vennero trasferite nella tomba monumentale ai piedi di Vermo. È divenuto il simbolo della resistenza antifascista istriana, mentre le brigate partigiane dal 1943-45 hanno portato il suo nome.

 

BIBLIOGRAFIA: E. Apih, Italia, fascismo e antifascismo nella Venezia Giulia 1918–1943, Bari 1966; B. Janjatović, Suđenje Gortanu i drugovima, Dometi, 1973, 5–6.

H. Buršić