Glavinić, Franjo

Glavinić, Franjo, sacerdote francescano, teologo, letterato e storico (Canfanaro, 23 giugno 1585 - Tersatto, 6 dicembre 1652). La sua famiglia si trasferì in Istria da Glamoč in Bosnia alcuni mesi prima della sua nascita, fuggendo davanti agli Ottomani.

Nacque come Giovanni, e prese il nome di Francesco nel 1600 entrando nell'Ordine francescano. A dieci anni andò a studiare nel convento francescano a Tersatto (1596-1600). Continuò l'istruzione ginnasiale a Lubiana, dopodiché studiò logica a Cremona, filosofia a Piacenza e teologia a Bologna. Oltre al croato, padroneggiava con la lingua  latina, tedesca, ed italiana. A Tersatto tornò nel 1610 e per tre volte venne eletto provinciale della provincia  francescana della Croazia in Bosnia (1610-13, 1616-19, 1619-22), ed era anche il guardiano del convento di Tersatto (1613-16). Collaborava con gli esponenti più alti della gerarchia ecclesiastica e mondiale, fino allo stesso Imperatore Ferdinando II. Papa Gregorio XV lo nominò nel 1622 predicatore apostolico, e su richiesta dell'amministrazione comunale fiumana (1624) ogni venerdì, nella chiesa fiumana principale, predicava in lingua croata. Con il sostegno ricevuto nel 1621 dal cardinale Borghese a Graz e dall'Imperatore Ferdinando II, spedì da Urach a Fiume una tipografia protestante precedentemente confiscata con lettere in glagolitico e cirillico. Iniziò la preparazione per la stampa di libri ecclesiastici in alfabeto glagolitico, ma nel 1625 l'imperatore cedette la tipografia alla Congregazione per la diffusione della fede a Roma, e di conseguenza l'anno successivo venne  trasferita. Glavinić andò allora per la seconda volta in Spagna, al secondo capitolato dell'ordine (alla cui attività  ha già collaborato nel 1618). Dopo il ritorno (1626) si ritirò nel silenzio del convento di S.Lenarte vicino a Samobor, nel quale ebbero origine le sue prime opere in lingua croata: Czvit szvetih (Venezia, 1628), con le biografie dei santi e temi della vita ecclesiastica, e Szvitlost dusse verne (Venezia, 1632) sul sacramento della confessione. In questo periodo conosce Ivan Belostenc. Nell'anno 1629-30 si trova di nuovo a Tersatto, dove in un incendio (1629) bruciano il convento e la biblioteca. Nel periodo di costruzione del nuovo convento fu per la seconda volta guardiano (1632-39), e ad eccezione del periodo dal 1639 al 1642 quando deteneva la funzione di guardiano del convento di Santa Gora vicino a Gorizia, rimase a Tersatto fino alla morte. Nell'anno 1644 fu anche definitore dell'ordine. Era occupato con l'allargamento e la barocchizzazione della chiesa votiva della Madonna di Tersatto e la costruzione della cappella di San Francesco d'Assisi. Stimando la sua reputazione, l'imperatore Ferdinando III, lo nominò nel 1649 vescovo di Segna e Modruška, ma Glavinić coerente nella sua umiltà, rifiutò l'incarico. Tutto il suo percorso di vita era completato da un servizio disciplinato, dal sacrificio e dalla devozione nei confronti della Chiesa. Scriveva sia in lingua croata, che latina e italiana. Conosceva la tradizione glagolitica croata, e cercando soluzioni accettabili, nelle sue opere in lingua croata unificava elementi  del ciàcavo, càicavo e stocavo ed inoltre combinava la grafia ciàcava e càicava. Oltre alle sudette, pubblicò le seguenti opere: Manus Christi amoris (Venezia 1625), Chetiri poszlidnya chlovika (Venezia 1628), Confessionario cattolico (Udine 1642), Historia Tersattana (Udine 1648), Origine della provincia Bosna Croatia (Udine 1648). Alcuni suoi scritti sono stati persi oppure conservati solamente come manoscritti.

 

BIBLIOGRAFIA: K. Filić, Franjo Glavinić, hrvatski kulturni pregalac XVII. stoljeća, Bogoslovska smotra, 1973, 43; Zbornik radova o Franji Glaviniću, Zagreb 1989; Kanfanar i Kanfanarština, Zbornik radova sa znanstvenog skupa povodom 900. obljetnice prvog pisanog spomena Kanfanara, Kanfanar 1998.

S. Bertoša, R.