Fučić, Branko

Fučić, Branko, storico d'arte (Dubašnica sull'isola di Veglia, 8 settembre 1920 - Fiume, 31 gennaio 1999). Si è laureato nel 1944 alla Facoltà di filosofia a Zagabria in storia d'arte con l'archeologia classica, la storia nazionale e la lingua italiana. Ha conseguito il dottorato nel 1965 alla Facoltà di filosofia a Lubiana con la disertazione sugli affreschi medievali in Istria.

Dal giugno del 1945 lavorava presso la Soprintendenza alle antichità, la quale lo ha mandato dal 1945 al 1947 in Istria, dove visitava, annotava, catalogava e filmava i monumenti storici, culturali e artistici, gli archivi e le collezioni nei musei. Sistematicamente studiava i monumenti glagolitici, ed era uno degli autori della mostra Testimonianze sulla slavicità dell'Istria (Svjedočanstva o slavenstvu Istre) con il catalogo I documenti sulla cultura e sulla coscienza nazionale degli Slavi in Istria (Dokumenti o kulturi i nacionalnoj svijesti Slavena u Istri), la quale è stata allestita nel 1946 a Pisino in occasione dell'arrivo della Commissione interalleata per la determinazione dei confini tra l'Italia e la Iugoslavia. Dal 1949 lavorava presso vari istituti dell'Accademia della Iugoslavia a Zagabria e a Fiume come assistente, collaboratore scientifico e come consulente scientifico. Svolgeva ricerche sistematiche sugli affreschi medievali istriani. Ha scoperto numerose piccole chiese nelle quali gli affreschi erano stati coperti con la calce (Colmo, Draguccio, Bogliuno e altri), e nelle sue ricerche univa lo studio degli affreschi con l'architettura della chiesa e con i significati culturali e storici dell'ambiente circostante, con i dati degli archivi che trovava negli uffici e archivi parrocchiali, e con l'eccellente conoscienza della liturgia e dell'iconografia biblica. Sugli affreschi ha scritto una serie di monografie: Istarske freske (Affreschi istriani, 1963), Vincent iz Kastva (Vincenzo di Castua, 1992), Majstor Albert iz Konstanza (Maestro Alberto di Costanza, postumo, 2000) e centinaia di lavori nelle riviste scientifiche e professionali. Ha esteso lo studio dell'epigrafia glagolitica sull'intero territorio della sua apparizione, però ha volto l'attenzione soprattutto alla trascrizione e alla interpretazione delle annotazioni glagolitiche, le quali ha pubblicato, accanto alle altre iscrizioni nella monografia Glagolitski natpisi (Iscrizioni glagolitiche, 1982). Questa offre più di 500 iscrizioni dal territorio dell'Istria, del Quarnero, della Slovenia, del Gorski kotar e Banovina, della Lika e della Dalmazia settentrionale. Studiava in modo particolare la lapide di Bescanuova e la chiesa di Santa Lucia, nella quale la lapide si trovava. Ha pubblicato più di un centinaio di testi e saggi sul glagolitico croato su numerose pubblicazioni scientifiche e professionali. Accanto ad alcune brevi monografie storiche e culturali sulle aree con monumenti e su alcuni monumenti (Sv. Marija od Lakuća, 1987; Apsyrtides, kulturno-povijesni putopis po otočju Cresa i Lošinja, 1990; Sv. Vid katedrala, 1994; Gaštronomija grišnoga fra Karla s Dubašnice, 1996; Vid Omišljanin, 1996), scriveva anche testi brevi sull'eredità monumentale dell'Istria e del Quarnero, i quali, dal 1992 al 1994, pubblicava la Radio Croata di Fiume e Zagabria. Più tardi sono stati pubblicati sul Novi list, e poi raccolti nella pubblicazione (Terra incognita, 1997). Il secondo libro di testi brevi di storia e cultura è stato pubblicato postumo (Fraške, 1999). In gioventù scriveva anche le poesie, e il suo stile nella stesura dei saggi e testi sulle particolarità e curiosità era fine. Dal 1975 era membro collaboratore di JAZU, membro straordinario dal 1983, ed è diventato membro ordinario di HAZU nel 1991.

 

BIBLIOGRAFIA: J. Žgaljić, Branko Fučić (od Dubašnice do Dubašnice), Rijeka 2001.

R. Matijašić