Il Foro di Pola

Il Foro di Pola è la piazza principale della città antica, sullo spazio piano tra il porto e il pendio, 82x37,5m. I primi edifici sono stati costruiti nella seconda metà del I sec. a. C., e la piazza era stata formata nell'epoca di Augusto. Sulla piazza, circondata con il portico da tre parti, si arrivava con due strade principali.

Attorno al portico c'erano edifici di pubblica amministrazione, i negozi e il tribunale, e alla parte nord il centro del culto. Già alla metà del I sec. a. C. in centro della città che si stava appena formando, è stato edificato il primo santuario, probabilmente il tempio della triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva. L'esempio arcaico capitolino era eretto su una base maggiore (19,5x34x1,64m) come octostile con l'intercolonna in picnostile, più stretto della base (14,5x23,5m) e collocato fuori dal centro rispetto al suo asse più lungo. Accanto al tempio capitolino probabilmente si trovava anche la basilica (le basi della vita pubblica in antichità, la sede del tribunale, gli uffici amministartivi e il luogo per il commercio), secondo i significativi resti che sono stati trovati (1975 - 1976) accanto all'angolo nord est del Palazzo comunale. Nel corso dei secoli lo spazio è stato considerato sacro e intoccabile, perché agli inizi della fondazione della città era stato prescelto come luogo di culto, d'incontro e di comunicazione, di discussione, di decisione, di giuramento e di governo, ma anche come spazio organizzato per il raduno e il commercio. Alla fine del I sec. a. C., nell'epoca d'Augusto, incomincia l'edificazione del nuovo foro, e al primo tempio capitolino vengono aggiunti due templi gemelli, di tipo di prostilo tetrastilo in composizione corinzia con profondi portici, i quali corrispondono alle proporzioni di Vitruvio. Prima viene edificato il tempio di Diana, tra la base del capitolino e della basilica, e poi il tempio d'Augusto (tra il 2 e il 14 anno), il quale insieme al capitolino e lo spazio circostante forma la parte elevata del foro. Il tempio d'Augusto è un'opera particolarmente fine, per la morbidezza e per la realizzazione sottile delle decorazioni. Con attenzione speciale sono stati svolti i dettagli sui capitelli e sul fregio riccamente decorato. Il tempio di Diana è situato 48 cm di altezza sopra il livello del mare, rispetto al tempio di Augusto, e si differenzia da questo in alcuni dettagli. La triade dei templi, con determinati cambiamenti relativi all'uso del complesso (il tempio d'Augusto presto è stato rimodificato in chiesa), quasi con certezza è rimasta intatta fino al consolidamento del potere feudale (fine del VIII sec.), quando gli edifici inusati cominciano a essere abbattuti, e il materiale derivante viene usato per l'edificazione di altri edifici. Tale destino ha avuto anche una parte del vecchio capitolino, e tra i due templi sono stati costruiti tre edifici romanici. Il tempio di Diana, rimasto conservato con l'alta torre comunale separata (turris communis), era il simbolo dell'autoamministrazione comunale, e già dal X sec. comincia a essere usato come la prima sede delle istituzioni comunali in continua ascesa. Il complesso di due templi, unito in un'unica unità con gli edifici romanici, per la prima volta cambiano l'aspetto sensibilmente nel 1296, quando le ricche famiglie polesane, guidate dai Castropola, costruiscono il rappresentativo palazzo gotico. In questo periodo è stata demolita la più grande parte del tempio di Diana, eccetto la facciata posteriore e la facciata ovest. Questo è l'esempio della nascita di un nuovo palazzo pubblico attraverso lo sviluppo e la modifica degli edifici antichi, i quali prima erano utilizzati per gli usi simili in piazza principale (platea comunis), dove poteva radunarsi un consistente numero di cittadini. Accanto alla ricchezza dell'elaborazione scultorea, la specificità del palazzo gotico consta nella concezione integrale architettonica che include i due templi, e domina il foro con il volume. Verso la fine del XV sec., il complesso in parte viene modificato in stile rinascimentale. Il palazzo comunale con il tempio d'Augusto integrato e le parti dei due templi, rimane fino al 1814, con determinate transformazioni e degradazioni nell'ambito del periodo del declino della città dal XVI al XIX sec. (per es., la demolizione dei portici del palazzo nel 1651 e il muro ovest del tempio d'Augusto nel 1751). Dal 1814 al 1818, l'architetto dell'imperatore P. Nobile e F. Brüyn ricuperano il tempio d'Augusto e la facciata posteriore del tempio di Diana, e il complesso, dopo mille anni, viene diviso in due unità: il tempio d'Augusto a ovest e il resto del tempio di Diana e il capitolino inclusi nel palazzo restaurato. Dal 1908 al 1910 il palazzo comunale deteriorato viene restaurato (E. Nordio), e dal 1923 al 1924 il tempio d'Augusto viene restaurato integralmente e con grande attenzione (G. Brass), e dal 1946 al 1947 (F. Franchi, M. Mirabella Roberti) in seguito al bombardamento del 1945, mentre oggi è riservato all'esposizione dei monumenti archeologici. Dal 1983 al 1989 è stato restaurato il palazzo comunale (A. Krizmanić). Il tempio d'Augusto e la parte posteriore del tempio di Diana offrono al Foro di Pola un segno distintivo classico.

 

BIBLIOGRAFIA: A. Krizmanić, Komunalna palača, Pula. Razvitak gradskog središta kroz dvadeset jedno stoljeće, Pula 1988; R. Matijašić, Neka topografska pitanja pulskog foruma, Histria antiqua, 1999, 5; V. Girardi-Jurkić, Periodizacija izgradnje antičkog foruma u Puli, ibid.

A. Krizmanić