Albona

Albona, città sulla costa orientale dell'Istria (45°6′N; 14°7′E; 320m s.l.m.); 7904 ab. (2001); centro dell' → Albonese. È formata dall' antico villaggio, ubicato su un'altura dominante, lontana circa 2km dalla costa marina e dalla parte nuova, posizionata ai piedi della vecchia Albona, creatasi con lo sviluppo minerario (→ Piedalbona).

Poggia sulla strada statale Fiume-Pola (D 21). I primi segni di vita risalgono alla preistoria, quando al posto della vecchia Albona esisteva un castelliere dell'età del bronzo. Nel primo millennio a.C. Qui vi abitavano i Liburni. Con l'avvento del dominio romano Albona (Alvona) diventa municipio con leggi romane, e i cittadini vengono iscritti nella Claudia tribu. A quest'epoca appartengono numerosi monumenti funerari e altari votivi, di cui uno è dedicato alla dea domestica Sentona. La città è parte della provincia della Dalmazia, nonché di un'unità amministartiva e territoriale della Liburnia. Dopo il 476 si susseguono diversi sovrani (Goti orientali, Bizantini, Longobardi). Al VI e VII sec. risalgono le prime notizie sulle invasioni degli Slavi. Con l'avvento del dominio franco (788) sopravvengono tempi più calmi, si introduce più intensamente il sistema feudale, e nell'Istria orientale avviene una colonizzazione organizzata di popoli croati. Nell'anno 804 i rappresentanti di Albona sono presenti al Placito di Risano. Secondo Constantino Porfirogeneto, il confine dello stato croato, nella metà del X sec.,  si estendeva fino alla città di Albona. Nel 1208 giungono al potere i patriarchi aquileiani, ed il patriarca Bertrand proclama nel 1341 lo statuto cittadino. Da esso si scopre che  il gastaldato e la giunta cittadina amministrano la città. Nell' anno 1420 passa sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Il potestà, due giudici e la giunta cittadina amministrano la città. Ad Albona nasce nel 1520 → M. Vlačić Illirico. All'amministrazione veneziana sono legate le prime notizie sulle miniere. Dopo Venzia si scambiano al potere, prima l'amministrazione austriaca (1797-1804) e poi l'amministrazione francese (1805-13), entrambe troppo brevi per influire sullo sviluppo. La seconda amministrazione austriaca (1813-1918) ebbe maggior successo: Albona e dintorni si svilupparono rapidamente, si intensificò la produzione mineraria, si costruirono nei d' intorni villaggi  minerari minori (Càrpano, Vines e Štrmac), si costruirono strade, scuole, ospedali. Seguirono le prime insoddisfazioni tra i lavoratori, culminate con il primo sciopero dei minatori. L'amministrazione italiana (1918-43) ha aggiuntivamente modernizzato Albona e l'Albonese, ma anche condotto una politica di snazionalizzazione dei Croati. L' Italia ha trovato nell'Albonese materie prime delle quali scarseggiava: carbone, marna (cemento) e bauxite. Nelle miniere c'erano più di 10000 lavoratori, la produzione annuale di carbone superava le 1000000t, si costruivano nuovi paesi (Arsia, Piedalbona). Vennero bonificate le valli del fiume Arsa e le Valli di Càrpano, venne prosciugato il lago Cepich, si costruirono porti per l'imbarco del carbone, la bauxite e altro. Malgrado la fioritura economica, il numero di scioperi e di lavoratori insoddisfatti aumentava e si svilupparono delle idee rivoluz. (→ Repubblica Albonese). Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, e specialmente dopo il 1943 e la capitolazione d'Italia, il movimento antifascita si rinforzò, e una grande parte della popolazione si unì al movimento partigiano. Nella LPL morirono più di 1300 Albonesi. Dopo la  Seconda guerra mondiale lo sviluppo economico del comune si basava sullo sfruttamento del carbone, della bauxite e della marna. A causa della crisi e della riforma dell' economia negli anni Sessanta il numero di lavoratori diminuì e si svilupparono nuove attività economiche. Nell' anno 1971 venne fondata l'azienda Labinprogres, come sostituzione alla diminuzione dell'attività nella miniera di carbone e dello sviluppo economico. Nella metà degli anni Settanta l' Albonese è il cantiere più grande in Croazia: vengono costruite sei fabbriche, ma praticamente tutte spente da procedimenti fallimentari agli inizi degli anni Novanta. La vecchia Albona è una tipica città istriana di tipo acropoli. Assunse l'aspetto odierno nel periodo dal XVI fino al XVIII sec. La città medioevale era inizialmente circondata da mura del XIV sec. (quartiere di Goriza), e nel XVI sec. si circonda di nuove mura (quartiere di Doliza). La città si allargò nuovamente nel XVIII e nel XIX sec., quando le mura cittadine si trasformarono in edifici abitativi e palazzi, e fuori dalle mura sorse progressivamente il nuovo quartiere accanto alla piazza cittadina principale (Borgo). La vecchia Albona è ricca di un patrimonio monumentale culturale. Gli edifici più antichi sono i resti della chiesa di S.Giusto del IX sec. e le rovine della chiesa parocchiale del XI sec.  Il tessuto urbano è ricco di palazzi patrizi rinascimentali e barocchi. Sono famosi il palazzo rinascimentale della famiglia → Scampicchio del XV sec. e il palazzo Pretorio del 1555 con bifore rinascimentali. Nel XVII sec. si costruiscono i palazzi barocchi Franković-Vlačić, Manzini e Negri, e particolarmente spicca il palazzo della famiglia Battiala-Lazzarini del XVIII sec., uno degli edifici barocchi meglio conservati e più rappresentativi in Istria. Il Teatro comunale venne costruito nel 1843, grazie alla divisione del fontico per il grano nel 1539. La chiesa parrocchiale di S. Maria riceve le sembianze odierne nel XIV sec., e durante il XVI e il XVII sec. viene ricostruita e allargata. Il campanile venne eretto nel 1623. Tra la chiesa parrocchiale e il palazzo Battiala-Lazzarini si trova una capella minore del XVIII sec., dedicata a S.Stefano, con una delle più belle  e sfarzose facciate ecclesiastiche barocche in Istria. All'interno delle mura cittadine si trova la capella di S. Maria del Carmine del 1615. Nella città risalta ancora la porta cittadina di S.Fiore del 1646. Nella piazza principale domina la loggia del XVII sec., e il palazzo cittadino costruito nel 1900. Al di fuori delle mura sono collocate tre chiese minori: Maria Maddalena del XIV sec., S. Antonio e S. Maria della Salute del XV sec., con quadri di grande valore → A. Moreschia. La città vecchia è oggi conosciuta come la città degli artisti (→ Atelier albonesi). Il Museo civico albonese possiede una ricca raccolta archeologica, etnografica e storico-culturale. Ad Albona si tengono il Convegno scultoreo mediterraneo (Dubrova, dal 1970; con il parco delle sculture), la manifestazione Estate culturale, con trattenimenti di musica classica. Dopo la chiusura della miniera di carbone i pozzi minerari vengono abbandonati e valorizzati come attrazioni turistiche.

 

BIBLIOGRAFIA: B. Fučić, Izvještaj o putu po Istri (Labinski kotar i Kras), Ljetopis JAZU, 1953, 57; H. Stemberger, Labinska povijesna kronika, Labin 1983; R. Licul, Bibliografija o Labinštini, Labin 1989.

V. Kos

 

http://www.labin.hr/
http://grad-labin.net/
http://www.rabac-labin.com/
http://www.labin.com/
http://www.labin.info/
http://www.radiolabin.hr/
http://www.uciliste-labin.hr/
http://www.novifoji.com/