Fasana

Fasana (cr. Fažana), abitato sulla costa del Canale di Fasana (44°56′N; 13°48′E; alt. 2m); 7 km a nord ovest da Pola, il centro del comune. È collegata con le strade regionali con Pola e con Dignano. È ben protetto dalla parte del mare, però non ha un porto naturale, il quale invece è chiuso dal molo. Si è sviluppato come centro di rifornimento delle isole Brioni, alle quali sono stati portati l'acquedotto, elettrodotto e le linee telefoniche proprio da Fasana. È la sede amministrativa Istituzione pubblica PN Brioni, e porto di carico per il transito alle isole.

Gli abitanti (3050 ab. 2001) si occupano di agricoltura (vite, ulivi), di pesca, della lavorazione del pesce, e una parte lavora in industria, nella costruzione di pescarecci di piccola stazza e in turismo. A Fasana c'era la fabbrica per la produzione del vetro per le illuminazioni, la fabbrica per la lavorazione del pesce, la fabbrica per la produzione di liquori e bibite analcoliche (Badel) e altre, ma la produzione si spegne negli anni Novanta. Nel retroterra ci sono i frutteti, i vigneti e gli uliveti. Nella parte vecchia di Fasana, nell'epoca romana c'era la casa di villeggiatura con l'oleificio (olive) e un grande forno per le ceramiche, per la produzione di amfore e di altre merci. Era operativa nel I sec., ed era in funzione del latifondo, dove si producevano grandi quantità dell'olio d'oliva. La famiglia Lecani l'aveva in proprietà per un periodo di tempo. Anche negli intorni di Fasana ci sono diversi siti archeologici (Valbandon, Florianum). Nel primo medioevo il territorio apparteneva alla chiesa di Ravenna, e nel XI ai vescovi di Pola. Nelle fonti del 1197 è citata come Wasana, il possedimento per il quale contestavano l'arcivescovo di Ravenna e il conte Engelbert III di Gorizia. Fino al XV sec., ha cambiato i feudatari diverse volte (Giroldi, il patriarca d'Aquilea, Sergi, Jonatasi), però sempre di più consolidava i legami con Pola, e verso la fine del XIII sec., con questa entrò sotto il dominio della Serenissima. Di fronte a Fasana nel 1379 ha avuto luogo la battaglia navale tra la marina veneziana e quella genovese. Nonostante la perdita del comandante Luciano Doria, i genovesi sono riusciti a vincere i veneziani guidati da Vettore Pisani. Durante la guerra con gli Uscocchi dal 1615 al 1618, Fasana era porto bellico attraverso il quale i veneziani portavano i rifornimenti alle forze in terra ferma, e il punto strategico dal quale combattevano e respingevano gli attacchi dei capi uscocchi sul loro territorio e sulle navi. I dignanesi ne avevano un rilevante profitto, perché Fasana era un grande porto d'uscita. Dopo le epidemie di peste agli inizi del XVII sec., Fasana non è riuscita a risollevarsi ed è rimasta un piccolo paese di pescatori, e fino alla metà del XVIII sec., si sono stabili i nuovi abitanti, i croati che scappavano dalla Dalmazia davanti agli Ottomani. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, faceva parte delle regioni illiriche, della Monarchia degli Asburgo e del Regno d'Italia. Comincia nuovamente a svilupparsi agli inizi del XX sec., quando le isole Brioni sono diventate la meta del turismo di lusso. Nella seconda metà del XX sec., era a lungo tempo chiusa per il turismo commerciale, causa la sicurezza della residenza di Tito sulle isole Brioni. L'abitato, nonostante tutto, è stato circondato da luoghi di riposo dell'esercito, della polizia, del partito (comunista) e per l'infanzia. In quel periodo Fasana comincia ad allargarsi progressivamente, a causa dell'edificazione di appartamenti per gli operai sulle isole Brioni, e dell'edificazione delle abitazioni postbellica. La vita sociale era viva (cinema, ballo e altro). Dopo l'apertura delle Brioni per il turismo negli anni Ottanta, comincia a sentirsi un nuovo sviluppo e l'ascesa. Gli ultimi dieci anni Fasana e il vicino Valbandon vivono l'espansione del turismo commerciale. Nell'abitato ci sono l'asilo, la scuola elementare, l'ambolatorio, le poste, la banca e altro. Fasana è una delle sei cittadine dell'Istria occidentale dove alcuni autoctoni parlano ancora l'istriotto. La chiesa parrocchiale di SS. Cusma e Damiano è costruzione gotica allargata dal XV sec., con il campanile separato dalla chiesa alto 27 m. Sulla facciata c'è il portale gotico con la lunetta, e nella sagrestia i resti degli affreschi del maestro anonimo friulano del XVI sec. Sulla parete c'è il dipinto su tela, Il cenacolo di Z. Ventura, dal 1598. Al margine della parte vecchia di Fasana si trova la chiesa a una navata di B. V. Maria di Carmelo (XIV sec.), con il portico ornato con la rocca. All'interno si trovano i resti degli affreschi dal periodo gotico. La chiesa che si trova al cimitero è dal XVI sec. ed è dedicata a San Giovanni apostolo. Nei campi a nord est da Fasana è situata la piccola chiesa di San Eliseo dal VI sec., con l'abside poligonale, edificata sui resti della casa di villeggiatura del periodo dell'antichità e della tarda antichità. La chiesa di San Lorenzo non esiste più, e i frammenti dei plastici in pietra dai periodi del primo cristianesimo, del preromanico e del gotico sono conservati nel lapidario del Museo archeologico dell'Istria a Pola.

R. Matijašić, I. Duda

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