Fascismo

Fascismo, sistema politico e dottrina che giace sul totalitarismo, corporativismo, nazionalismo e imperialismo, i contrassegni della così detta politica ufficiale dalla venuta di Benito Mussolini al potere nel 1922. In Istria compare nel 1919 come movimento di un gruppo marginale politico, un movimento dell'elite con l'ordinamento contrapartitivo organizzativo e ideologico.

In quegli anni le operazioni delle squadre fasciste e dei nazionalisti affini, avevano un significato sporadico e propagandistico politico. Solo quando G. D'Annunzio ha occupato Fiume, in autunno del 1919, il movimento assume  la prima vera forma organizzata e politica. Con il ritorno degli irredentisti e con l'arrivo dei nazionalisti italiani, soprattutto regnicoli dalle remote province, dall'Italia, sono state create le condizioni necessarie per la fondazione delle organizzazioni fasciste. Il movimento in Istria nasce nelle condizioni complesse del risveglio della vita politica dopo la prima guerra mondiale, e non era la conseguenza diretta della guerra. È nato dalla crisi social-economica, politica e spirituale derivata dalla guerra, dallo scompiglio morale e dalla disorientazione politica dei ceti medi cittadini italiani e croati e sloveni italianizzati, dalla crisi nata con il cambiamento fulmineo delle condizioni sociali e politiche in periodo del cambio della governo, cioè nelle condizioni di governo di mezzo e delle forti opposizioni nazionaliste, ed è parso come una soluzione possibile dello stato di crisi. Rappresentava la combinazione del sindicalismo revoluzionario, del socialismo, dell'anarchismo, delle opzioni nazionali e sociali e del sogno sulla maestosità e sulla forza della nazione italiana. Si manifestava con attacchi sporadici alle persone singole, guidati anzi tutto da momentaneo profitto della politica in voga, senza alcune direzioni programmatiche chiare (e a lungo termine), e il radicalismo e la direzione delle operazioni dipendevano dal predominio di una o di più dottrine politiche all'interno del movimento eterogeneo. Dagli inizi, in Istria ha incontrato una realtà politica complessa dalla quale prendeva lo slancio. Mentre in Italia ai suoi inizi negava le tre principali componenti politiche, cioè la democrazia liberale, il socialismo e il nittismo, in Istria portava anche la forte componente della xenofobia antislava. L'idea principale attorno alla quale si radunavano i membri eterogenei era l'idea dello stato e nazione italiani. Solo nel 1920, dopo la visita dei più importanti rappresentanti del fascismo, B. Mussolii e Umberto Pasella, acquista in Istria le forme organizzative e ideali più forti. Allo slancio del fascismo in Istria, alla direzione delle azioni e alla specificità del suo significato, hanno contribuito le vicende attorno alla stipulazione del → trattato di Rapallo, il quale ha in una certa misura soddisfatto l'estrema destra, consolidando la sua posizione politica in pubblico. Già allora si intravede il suo significato "agrario", degli interessi speciali e in contraposizione. In quel periodo Mussolini sosteneva la sua ascesa nella regione della Venezia Giulia. In Istria era mosso dalla visione della rivoluzione fascista e della giustizia sociale in senso più largo. A causa dell'indisciplina dei capi e dei membri questo specifico elemento del fascismo provinciale, già gradulamente formato di tipo "agrario", è diventato nel momento decisivo dello sviluppo del movimento, inadatto alla corrente di Mussolini (i seguaci dell'idea della trasformazione del movimento in partito e la tendenza della centrale di liberarsi dal sindicalismo radicale rivoluzionario). Con la vincita alle elezioni parlamentari (1921) e comunali (1922), i fascisti in Istria hanno creato le condizioni fondamentali politiche per la fascizzazione della sua società, anche prima di ottenere il potere in ottobre del 1922. Dopo aver ottenuto il potere hanno avviato la fascizzazione sistematica dell'amministrazione in Istria. Già dal 1923 in Istria vengono istituite le organizzazioni fasciste: il Fascio Italiano di Combattimento, i Balilla, il Dopolavoro, i Figli della lupa, l'Avanguardia (gli avanguardisti), La Gioventù Italiana del Littorio e altre. Contemporaneamente incomincia a svilupparsi il movimento antifascista (→ l'antifascismo). Il fascismo ha subitamente eliminato gli avversari politici, con violenza o con la politica. Fino alle elezioni del 1924 la fascizzazione nei partiti civili italiani era quasi totale, e le posizioni politiche fasciste si sono rafforzate con annullamento del sistema di pluripartiti nel 1926 e con la formazione del sistema di repressione fino al 1929. In questo periodo sono state gettate le basi dello stato fascista corporativo. Negli anni Trenta il fascismo è entrato nella fase della "adesione di massa", cioè della fascizzazione totale della società, della cultura e dell'economia. In quel periodo, in Istria ha sistematicamente distrutto l'economia con le improvvisazioni, la quale, alla metà degli Trenta, era sull'orlo del crollo. All'inizio dela II guerra mondiale e con l'entrata dell'Italia nella II guerra mondiale, in Istria, il movimento fascista comincia a ristrutturarsi. Sulle condizioni che c'erano in Istria è esplicativo il nuovo motto che Mussolini ha mandato ai fascisti istriani: durare. Dopo la capitolazione d'Italia a Pola, già il 13 settembre 1943 viene annunciata la fondazione del nuovo Fascio di Combattimento, e un mese dopo già esisteva il partito fascista con il nome cambiato - Partito Fascista Repubblicano - conforme al nome della nuova Repubblica di Salò di B. Mussolini. Però, nè i rappresentanti di questo stato nè i fascisti avevano più il predominio nella regione istriana (il litorale adriatico), e la Repubblica, che era determinata attraverso il servizio del Terzo Reich, vive il suo destino - la caduta finale in maggio del 1945.

 

BIBLIOGRAFIA: A. Lyttelton, La conquista del potere: Il fascismo dal 1919 al 1929, Bari 1974; R. De Felice, Le interpretazioni del fascismo, Roma i Bari 1986; E. Gentile, Storia del Partito fascista 1919–1922, Movimento e milizia, Bari 1989; D. Dukovski, Fašizam u Istri 1918–1943, Pula 1998.

D. Dukovski