Facchinetti, Antonio

Facchinetti, Antonio, sacerdote e pubblicista (Visinada, 9 ottobre 1805 - Visinada, 1867). Discende dalla famiglia di avvocati e latifondisti, come il suo cugino M. Fachinetti (il cognome ha la medesima radice ma si scrive in modo diverso). Dopo gli studi di teologia a Gorizia e a Vienna è diventato (1831) parrocco a Sanvincenti.

Ha dedicato l'intera vita all'edificazione della parrocchia, alla conoscenza della vita e degli usi della parte croata degli abitanti di questa, e specialmente allo studio della lingua croata ciacava. Stimolato dal vescovo Juraj Dobrila, distribuiva ai fedeli i libri di preghiere e gli insegnava le nozioni dell'agricoltura. Operava anche come pubblicista (collaborava alla rivista del suo cugino Il Popolano dell'Istria) e studiava le opere di Cesare Cantù e Giambattista Vico, ed era entusiasta delle idee dell'ultimo citato, soprattutto delle sue teorie sui "corsi e ricorsi della storia", sulla "trasformazione dell'età barbara in quella umana" e sul "corso dell'umanità attraverso le forme dell'infanzia, della fanciullezza, dell'età matura e della vecchiaia". Era convinto che i suoi fedeli, i contadini croati del sanvincentese, stiano vivendo la fase dell'infanzia del popolo, cosicché sulle pagine della rivista citata, la quale era il giornale dei possidenti, degli impiegati e degli intellettuali italiani, invitava alla "reciproca conoscienza e fratellanza". Apparteneva a quella parte della generazione romanticista, riunitasi attorno alla rivista La Favilla, che propugnava posizioni etnoculturali e politiche positive verso i popoli slavi. Su tali idee poggia il suo saggio Degli Slavi Istriani (L'Istria, 20 marzo - 17 aprile 1874), una delle più antiche descrizioni etnografiche della popolazione contadina croata in Istria. Ha descritto in 15 capitoli gli usi relativi alle nozze, alla nascita, alla morte e alla sepoltura, la vita e il lavoro, il vestiario, la preparazione del cibo e la medicina popolare. Gli articoli (Sugli Slavi Istriani - O istarskim Slavenima) quasi subitamente sono stati pubblicati anche a Zagabria sulla Danica Horvatska, Slavonska e Dalmatinska (10 luglio - 4 settembre 1847). Anche se i saggi pubblicati hanno avuto qualche reazione volta alla polemica, tra le file degli intellettuali italiani liberali (per es. C. De Franceschi), hanno portato al superamento degli stereotipi sui croati istriani all'alba del risveglio risorgimentale.

 

BIBLIOGRAFIA: A. Milovan, Savičenta – jučer, danas, s. l., 1975; C. Colli, Degli Slavi istriani di don Antonio Facchinetti, ACRS, 1984–85, 15; J. Folo (s talijanskog preveo, priredio i obradio), Antonio Facchinetti, O istarskim Slavenima: u povodu 150. obljetnice izvornog teksta, Nova Istra, 1997, 1(4); J. Milićević, Etnografski tekstovi iz Svetvinčenta, Vjesnik Istarskog arhiva, 1996–97, 6–7.

M. Bertoša