Pomer

Pomer, l'abitato a sud est da Pola (44°49´N; 13°54´E; 6 m d'alt.); 386 ab. (2001), nel comune di Medolino. Si trova sulla costa nella più grande insenatura della baia di Medolino, sulla strada locale Bagnole - Medolino.

Gli abitanti si occupano dell'agricoltura tradizionale (la vite e l'olivo, l'orticoltura), di piccola pesca e di mitilicoltura. Una parte degli abitanti lavora nel turismo, nel settore alberghiero e in altre attività di servizio. Vicino all'abitato si trovano l'autocampeggio e il piccolo porto turistico. L'area attorno a Pomer era popolata dalla preistoria (i castellieri Kastiun, la ceramica sull'isolotto Pomer) e dall'antichità (i resti della villa di villeggiatura nella marina sulla punta Munto, i resti dei frantoi sul San Andrea). La località antica San Giovanni in Vescovato ha avuto la continuità come complesso sacrale del primo cristianesimo nel V sec. e il convento medievale benedettino menzionato nel 1115 (Iohannes monacus Sancti Iohannis de Medilino). Apparteneva al territorio polesano, e per questa ragione è menzionato nel 1149 tra gli abitati che con Pola hanno giurato fedeltà a Venezia. Nel XIV e nel XV sec. la peste ha spopolato Pomer, e nel 1561 è stato ripopolato con gli immigrati da Bologna, poi nel 1853 con i profughi che scappavano davanti agli Ottomani dall'area di Zara. La chiesa parrocchiale della Visitazione della Beata Vergine Maria dal XIV sec. è stata restaurata nel XVII sec. Sull'altare principale c'è il dipinto La Visitazione di Elisabetta del maestro veneziano dagli inizi del XVII sec., verso J. Palma il giovane. Sull'altare laterale c'è la statua in legno della Madonna dal XVI sec., che proviene dalla chiesa del convento sull'isolotto Veruda. La chiesa al cimitero di Santa Flora è in stile romanico a una navata con l'abside semicircolare prominente, riedificata verso la fine del XVII sec. L'abside è dipinta con tre strati di affreschi: il più antico è romanico, e il più recente dalla fine del XV sec. Dalla chiesa proviene l'altare in legno intarsiato in stile barocco con la statua in stile gotico di Santa Flora (nella chiesa di Santa Fosca e due campane: una del 1484 fusa da Antonius de Locadali, l'altra del 1578 di maestro Santino de Regis di Milano. La chiesa della Santa Fosca è a una navata con il campanile a rocca e con le antiche congiunzioni nel muro.

 

BIBLIOGRAFIA: V. Ekl, Gotičko kiparstvo u Istri, Zagreb 1982; B. Marušić, Doprinos poznavanju ranosrednjovjekovne skulpture u Istri, u: Jadranski zbornik, 1982–85, 12; R. Matijašić, Ageri antičkih kolonija Pola i Parentium, Zagreb 1988; K. Mihovilić, Školjić (Funtana) i tragovi prapovijesnih obalnih i otočnih lokaliteta Istre, Histria Archaeologica, 1995, 26; A. Alisi, Istria. Città minori, Trieste 1997.

N. Nefat