Archivio di Stato a Pisino (DAPA/ASP)

Archivio di Stato a Pisino (DAPA/ASP), istituzione archivistica che raccoglie, ordina, conserva e offre in visione il materiale archivistico dal territorio della Regione Istriana. È stato fondato nel 1958 tramite la risoluzione del Comitato popolare del distretto di Pola, varata in base alle raccomandazioni del Consiglio per la scienza e la cultura della Repubblica popolare di Croazia, per organizzare una rete di archivi regionali.

È situato nella fortezza medievale del Castello di Pisino. Il suo primo denominativo era Archivio istriano - Pisino, nel 1960 cambia il nome in Archivio storico - Pisino (Historijski arhiv), dal 1993 Archivio storico di Pisino (Povijesni arhiv), e nel 1997 ai sensi della Legge sul materiale archivistico e sugli archivi è stato nominato Archivio di Stato a Pisino. La conservazione del materiale archivistico in Istria ha una lunga tradizione (→ archivi ecclesiastici). Già nel medio evo gli statuti delle città e dei comuni istriani avevano severi regolamenti sulla conservazione dei libri e dei documenti, e i consigli e i podestà dei comuni istriani ben presto hanno iniziato a emanare le delibere sulla fornitura e sulle modalità di lavoro negli archivi dei comuni. La Dieta Provinciale del Margraviato dell'Istria a Parenzo ha annunciato negli anni Sessanta dell'800 la fondazione della biblioteca regionale, del museo, e dell'archivio, e già nel 1871 si comincia a raccogliere il materiale originale archivistico. La Società Istriana di Archeologia e Storia Patria ha raccolto il materiale rilevante per il futuro archivio regionale, però poi lo ha privatizzato, e la sua più consistente parte ancora oggi si trova fuori dall'Istria. L'Archivio di Stato di Trieste, fondato nel 1926 per le regioni del Friuli, del triestino e dell'Istria, ha preso il materiale archivistico nato sul territorio istriano. In conformità alla norma d'origine e in base al contratto interstatale tra l'Italia e la Iugoslavija, una parte del materiale in questione è stata restituita e riportata in Istria nel 1961, e una parte si trova ancora a Trieste. Nell'appendice alla Legge sugli regi archivi (dal 1939) era prevista la fondazione di un dipartimento dell'Archivio di Stato a Pola (Sezione di Archivio di Stato a Pola), però a causa degli avvenimenti bellici la sezione non ha mai iniziato il servizio. Con la medesima legge è stato determinato che la Soprintendenza Archivistica di Venezia con la sede nel Regio Archivio di Stato di Venezia fosse competente anche per le province di Trieste, Fiume, Pola e Zara. Dopo la II g.m. il Ministero della pubblica istruzione dello Stato Federale della Croazia ha chiesto al Comitato popolare della Regione per l'Istria ad Albona il rapporto sullo stato degli archivi statali, cittadini, comunali, ecclesiastici, catastali e delle finanze, le loro brevi cronistorie e altro. La conservazione degli edifici storico culturali, e così anche del materiale archivistico, sul territorio del Litorale croato e dell'Istria all'epoca è stato designato ad Aleksandar Tuhtan, Ferd Hauptman e B. Fučić. Sull'iniziativa di Hauptman incomincia la raccolta del materiale archivistico istriano e il riassesto del Castello di Pisino per le necessità dell'archivio istriano, però a causa delle questioni irrisolte riguardo i confini con l'Italia tutti i progetti sono stati bloccati, e i fondi istriani collocati temporaneamente nell'Archivio di Stato a Fiume. Dopo la fondazione dell'archivio in Istria, da Fiume lentamente incomincia la restituzione del materiale archivistico di provenienza istriana, però alcuni importanti fondi istriani sono ancora collocati a Fiume, come per es. la Dieta Provinciale del Margraviato dell'Istria 1861 - 1918, la Giunta Provinciale Esecutiva dell'Istria 1923 - 1938. Nell'Archivio operano il Dipartimento per i servizi generali, il Dipartimento per la conservazione del materiale archivistico e del registro fuori l'archivio, il Dipartimento per l'ordinazione e l'elaborazione del materiale archivistico (nell'ambito del quale è organizzato il Dipartimento per il materiale fino al 1945 e il Dipartimento per il materiale dopo il 1945), il Dipartimento per il servizio documentario - informativo con la libreria, il Dipartimento per la conservazione, protezione, restaurazione e microfilm del materiale archivistico (nell'ambito del quale dal 1972 opera il Laboratorio per il microfil, e dal 1974 anche il Laboratorio per la conservazione e la restaurazione). Nei magazzini dislocati a tre indirizzi diversi l'Archivio cura 843 fondi e raccolte, cioè un totale di 5000m di materiale archivistico. Il documento più antico è stato scritto attorno al 1200 ed è conservato all'interno della Raccolta dei documenti personali. Il materiale scritto con caratteri quadri latini, però ha anche scritti glagolitici di grande valore. Siccome sul territorio istriano cambiavano le amministrazioni, i documenti nei fondi e nelle raccolte dell'archivio sono compilati in lingue diverse: il latino, il croato, l'italiano, il tedesco, il francese e in slovacco. L'Archivio era, insieme all'Archivio storico a Fiume, coeditore della rivista specialistica Vjesnik historijskih arhiva u Rijeci i Pazinu (Il messaggero degli archivi storici a Fiume e a Pisino), e dal 1991 pubblica in forma autonoma Vjesnik Istarskog arhiva (Il messaggero dell'Archivio istriano).

 

BIBLIOGRAFIA: J. Jelinčić, Lj. Radaljac, Pregled arhivskih fondova i zbirki u Historijskom arhivu Pazin, VHARP, 1980, 23; B. Stulli, Pregled povijesnog razvitka zaštite arhivalija na područjima historijskih arhiva u Pazinu i Rijeci, ibid.; D. Vlahov, Historijski arhiv Pazin (Osnivanje, razvoj i perspektiva), ibid.; J. Jelinčić, Lj. Radaljac, D. Vlahov, Historijski arhiv Pazin, u: Arhivski fondovi i zbirke u arhivima i arhivskim odjelima u SFRJ, Arhivski fondovi i zbirke u arhivima i arhivskim odjelima u Socijalističkoj Republici Hrvatskoj, Beograd 1984.

J. Jelinčić

 

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