Dragogna

Dragogna, fiume dell'Istria nord-occidentale, con un bacino dalla superficie di 95,6 km2 e dalla lunghezza di 28 km. Formato da due rami che confluiscono vicino a Škrlin presso Labor, e chiamato Rokava dagli abitanti del posto. Il corso sinistro, la Grande Rokava (cioè la D.) nasce dalla fusione di più corsi d'acqua nella regione pedemontana caratterizzata da flysch presso Gracischie (Gračišče). Il corso destro, la Piccola Rokava o Pinjevec, sgorga appiè di Kocjančić.

Dopo esser confluito presso Škrlin, la D. scorre in una valle di larghezza maggiore, da Kaštel a valle lungo il margine del carso di Buie, dopodiché attraverso delle dighe artificiali sistemate lungo l'orlo meridionale delle saline di Sicciole sfocia nel Golfo di Pirano (detto anche Vallone di Pirano). Nella Dragogna confluiscono 18 affluenti dalla riva destra e 13 da quella sinistra, i più importanti sono il Pinjevec da destra e l'Argila da sinistra - gli altri sono di carattere torrenziale. La D. ha un regime pluviale di tipo mediterraneo. Durante l'estate spesso si prosciuga, mentre d'inverno, a causa delle maggiori precipitazioni il livello dell'acqua cresce velocemente inondando il territorio adiacente. La portata media estiva nella parte superiore è di 0,289m3/s, in quella mediana è di 0,330 m3/s, mentre alla foce di 1,78m3/s. Il corso inferiore sotto l'altopiano Buiese si approvvigiona di sorgenti più forti e costanti. Il deflusso specifico maggiore può essere fino a 60 volte più grande della media. Il fiume è profondamente incavato in una base di flysch relativamente molle. Sono caratteristici i molteplici vortici, rapide, mulinelli, meandri, cave di ghiaia e cascate, che sono la conseguenza dell'erosione intensa degli strati deboli di marna in confronto agli strati più duri di pietra arenaria. Sono famose le cascate a Škrlin, sull'affluente Pasjak e sul ruscello Supota presso Koštabon. Il corso inferiore è una grande pianura alluvionale con superfici agricole bonificate. Qui la D. è controllata e deviata in un letto artificiale del ruscello di San Odorico, mentre seguendo il corso dell'antico letto sfocia nel mare la Drnica, affluente destro. Il letto, la riva della Dragogna e gli affluenti sono ricoperti dalla tipica vegetazione acquatica, mentre sulla cave di ghiaia più larga cresce anche quella vegetazione tipica dei prati carsici di altitudini maggiori. I versanti sono di solito ricoperti di elementi submediterranei di sesleria autunnale e di carpino nero. La valle intera è un habitat di animali rari e minacciati dall'estinzione. La D. è ricca di pesce (trote, cefali, anguille). L'area in prossimità del fiume non era abitata, se non per i mugnai che vi abitavano saltuariamente. Verso la fine del XIX sec. la zona contava 22 mulini. Gli insediamenti di tipo compatto, per essere protetti dalle inondazioni, sono sorti in alto, un po' più distante dal fiume. Le superfici agricole si estendono sul versante destro della D., la quale è per gran parte terrazzata e sorretta da muri di pietra. La produzione di frutta e verdura è notevole, come anche le piantagioni di uliveti e vigneti. Il corso inferiore della D., dopo la II G. M., diventa il confine tra Croazia (distretto di Buie) e Slovenia (distretto di Capodistria), e nel 1991 la base della linea del confine statale.

 

M. Požeš