Dobrila, Juraj

Dobrila, Juraj, vescovo e fautore del risorgimento nazionale (Ieseni Grande, 16 aprile 1812 - Trieste, 13 gennaio 1882). Ha frequentato la scuola parrocchiale pubblica ad Antignano (1820 - 1824), e poi presso i francescani a Pisino (regolare, 1824 - 1826) e Karlovac (la scuola media e il ginnasio superiore, 1826 - 1832). Ha frequentato il seminario a Gorizia (1834 - 1838), dove ha studiato la filosofia (1832 - 1834) e la teologia (1834 - 1838).

È stato ordinato sacerdote nel 1837 e ordinato cardinale nel vescovato di Trieste e Capodistria. Già nel corso degli studi, specialmente a Karlovac e a Gorizia, si era avvicinato alle idee del risorgimento nazionale croato e sloveno, percependo l'influsso negativo del sistema amministrativo ed economico tedesco e italiano sullo sviluppo del popolo croato e sloveno in Istria. Come sacerdote ha fatto un breve servizio a Mune di Chercus e a Hruscica, e poi dal 1839 al 1842 ha studiato teologia a Vienna, dove viveva nel collegio Augustineum. Ha scritto il dottorato sulla teologia (Nauka crkvenih otaca o sakramentu ispovjedi - Dottrina dei padri della chiesa sul sacramento della confessione). Lì ha conosciuto J. J. Strossmayer, le cui idee gli sembravano adatte anche alla condizione istriana. Dal 1842 ha fatto il servizio a Trieste, dove svolgeva le seguenti funzioni: il cappellano, il predicatore e il catechista, il preside temporaneo della scuola pubblica per ragazze, il consigliere del Consistorio vescovile, l'esaminatore della teologia dogmatica, il rettore del seminario, il professore temporaneo della teologia pastorale. Nel 1854 è diventato canonico e parrocco del duomo di Trieste, e nel 1856 il consigliere della Sacra Rota per le cause matrimoniali. Si è dichiarato pubblicamente in senso politico nel 1848, quando ha adderito alla Società degli Slavi (Slavjansko društvo) a Trieste. In quel periodo ha cominciato a operare in maniera intensiva sull'educazione scolastica degli intellettuali croati, i quali fino a quel periodo, eccetto tra il clero minore, praticamente non c'erano in Istria. L'attività educativa - istruttiva era al centro della sua opera risorgimentale, e nel 1854 ha pubblicato a Trieste il libro di preghiere Otče, budi volja tvoja! Molitvena knjiga s podučenjem i naputjenjem na bogoljubno življenje (Padre, sia fatta la tua volontà! Il libro di preghiere con l'insegnamento e l'istruzione per condurre la vita devota), il quale per lungo tempo era l'unico testo in lingua croata in Istria, ed è diventato il simbolo della cultura e dell'alfabetismo nazionale croato. Sulla proposta dell'imperatore Francesco Giuseppe I, il papa lo ha nominato vescovo di Parenzo e Pola. È stato ordinato a Gorizia, il 2 maggio, e insediato a Parenzo il 17 maggio 1858, ed è diventato il primo istriano croato dei tempi recenti a occupare tale posizione. È il primo che si era rivolto ai credenti nel suo messaggio inaugurale anche in lingua croata. Dal 1861 fino alla morte era membro dell'Assemblea regionale a Parenzo e il rappresentante nel parlamento a Vienna (al 1873). Nei corpi politici contrastava senza aver successo i politici istriani italiani, i quali cercavano di limitare e rallentare emancipazione della maggioranza croata in Istria, e nella seconda metà degli anni Sessanta dell'800 non collaborava più nell'attività per conservare la dignità della posizione vescovile. Dal 1868 ha iniziato un altro tipo di lotta per l'istruzione, e con la propria autorità e le capacità organizzative guidava il movimento nazionale per i diritti politici, economici e culturali dei croati in Istria, e influiva con decisione sulla pubblicazione del primo giornale e delle prime riviste in Istria. Così hanno iniziato ad essere pubblicati il calendario Istran (1869) e → Naša sloga (1870). Accanto a tali iniziative, ha aiutato l'apertura delle sale di lettura croate, fondazione di società educative ed economiche e simili. Come sacerdote e vescovo, dava piena attenzione a ogni religioso indipendentemente dalla sua nazionalità; in Istria ha sviluppato l'attività viva pastorale e caritativa, e gestiva con successo gli affari del vescovato, risolvendo i debiti ereditati e aumentando le entrate. Sosteneva il vescovo Strossmayer e le sue idee di sviluppo della Chiesa rimocattolica al Primo concilio di Vaticano (1869 - 1870). Sulla proposta dell'imperatore, nel 1875 è stato destituito dall'incarico di vescovo di Parenzo e Pola e nominato vescovo di Trieste e Capodistria. È stato insediato a Trieste il 26 settembre dello stesso anno e lì ha continuato la sua attività in maniera identica nel senso pastorale e sociale, fino alla morte. L'attività editoriale di Dobrila è molto ricca, però non firmava mai i suoi testi, soprattutto sulla rivista Naša sloga, e non è possibile riconoscerli con certezza. Di Dobrila sono stati conservati diversi manoscritti: una raccolta di proverbi, favole e serie di abbozzi di sermoni (con il titolo Različito cvijeće - Fiori diversi) e altri. La maggior parte dei suoi manoscritti è andata distrutta dopo la sua morte. Si sa per certo che scriveva la Storia del Primo concilio di Vaticano, però il manoscritto incompiuto non è stato conservato. Traduceva anche le parti di Santa Scrittura.

 

BIBLIOGRAFIA: N. Žic, Biskup Dobrila u Istarskom saboru, Zagreb 1926; B. Milanović, Hrvatski narodni preporod u Istri, I, Pazin 1967; isti, Biskup Dobrila i njegovo doba (1861–1882), u: Hrvatski narodni preporod u Dalmaciji i Istri, (Zbornik), Zagreb 1969; isti, Preporoditelj Istre biskup dr. Juraj Dobrila, Pazin 1970; P. Strčić, Oko pokretanja »Naše Sloge«, Pazinski memorijal, 1970, 1; M. Peloza, Rimski dosje Jurja Dobrile, ibid., 1982, 11; isti, 10 godina istraživačkog rada na izvorima za život i rad Jurja Dobrile (1972–1982), Croatica Christiana periodica, 6, 1982, 10; M. Strčić, Istarska beseda i pobuna, I–II, Pula 1984–85; Juraj Dobrila 1812–1882, istarski preporoditelj (Zbornik), Pazin 1985.

R.