Dallapiccola, Luigi

Dallapiccola, Luigi, compositore e pianista (Pisino, 3 febbraio 1904 - Firenze, 19 febbraio 1975). Nel 1917, a causa della guerra, la sua famiglia si trasferisce da Pisino, dove il suo padre era preside del liceo classico, a Graz. Lì aveva l'occasione di ascoltare le esecuzioni di compositori celebri (W. A. Mozart, C. M. Weber, R. Wagner e altri), il che, accanto al talento ha certamente influito sulla sua scelta. Ha studiato il pianoforte al conservatorio di Trieste (prof. Antonio Illersberg).

Si è laureato in pianoforte e in composizione nel 1924 al conservatorio Cherubini a Firenze, dove poi era professore. Era un pianista di grande musicalità, di tecnica spiccata, ha preparato anche alcuni recital di pianoforte a Pisino e a Pola. Nel 1926 ha fondato il duo con il violinista Sandro Materassi, con il quale eseguiva soprattutto le composizioni moderne. Durante le tournée in Italia e all'estero molto spesso eseguiva anche le proprie composizioni. Scriveva soprattutto musica vocale e vocal-instrumentale, per il coro e l'orchestra, ma anche musiche da camera e orchestrali. Agli inizi componeva sotto l'influsso di C. Debussy. La prima composizione Dalla mia terra (1928), quattro canti per i solisti, coro e orchestra, ha scritto secondo i motivi delle melodie popolari istriane. Nella Partita per l'orchestra e il soprano (1933) e nei cicli per il coro Cori di Michelangelo Buonarotti il Giovane (I-III, 1933-36), attraverso un nuovo approccio alla composizione offre i pregi dell'arte italiana del madrigale. Dopo il 1937 accetta nei testi i temi e le situazioni moderne, i problemi di tirannide, della schiavitù e della libertà, e nella tecnica di composizione la dodecafonia (la quale applica per la prima volta nella composizione Tre laudi per la voce e l'orchestra da camera del 1937). Nella tecnica citata la sua personalità musicale ha ragiunto la sua piena espressione, e la critica musicale lo colloca tra i maggiori compositori italiani. Ha scritto le opere Volo di notte (1940; opera in un atto, ispirata a Il piccolo principe di A. de Saint-Exupery, per la quale lui stesso ha scritto il libretto), Il prigioniero (1950), e Ulisse (1968), la rappresentazione Giobbe, sacra rappresentazione (1950), il balletto Marsia. Nella composizione Canti di prigionia per le voci e l'orchestra (1941) esprime la disapprovazione verso il razzismo del regime fascista all'epoca in Italia, e nella composizione Canti di liberazione per il coro e l'orchestra (1955) contempla l'idea della liberazione. Come compositore ha realizzato una peculiare sintesi del modernismo e dell'eredità: sotto l'influsso di A. Schönberg e A. Webern era propenso verso la dodecafonia e serialità, però usava anche le ampie possibilità che offrono le tecniche della composizione del passato. Agli inizi del 1950 teneva concerti con successo negli Stati Uniti, e ha tenuto una serie di lezioni e corsi all'Università di New York. Era membro dell'accademia dell'arte di Baviera, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti di diverse accademie di musica (di Berlino, di Stoccolma, degli Stati Uniti), della Royal Academy of Music di Londra e altre istituzioni. Dal 1992 una via a Pisino porta il suo nome, e nel 2004 sulla casa dove è nato è stata posta la lapide.

 

BIBLIOGRAFIA: M. Venuti, Il teatro di Dallapiccola, Milano 1985; D. Kamper, Luigi Dallapiccola. La vita e l’opera, Firenze 1985.

L. Duraković