Peroi

Peroi, villaggio nei pressi di Fasana (44°57'N, 13°48'E, 51m s.l.m.) 752 abitanti (2001), città di Dignano. Situato sulla strada Pola - Barbariga, a circa 1 km dal mare. I residenti lavorano prevalentemente nelle località vicine e a Pola, e sono impegnati nel settore turistico, nell'agricoltura tradizionale (viticoltura, olivicoltura) e nella pesca.

La zona fu abitata nella preistoria (insediamento dell'età del bronzo sul capo S. Gregorio, castellieri), nell'antichità (altri siti archeologici di ville rustiche romane sulla costa e nell'entroterra), nell'alto medioevo (chiesa di S. Stefano, VII-VIII sec.).

Compare per la prima volta nel Placito del Risano (804) col nome di Casale Petriolo. Nell'anno 1197 viene registrato come Petroro, in proprietà degli arcivescovi di Ravenna, e già nel 1198 passa nelle mani della famiglia Morosini, quindi a quella dei Castropola (XIV sec.). Dopo che la peste del 1561 ha devastato il villaggio totalmente, le autorità veneziane hanno cercato invano di farlo rivivere insediandovi diverse famiglie di Bologna, e dopo anche alcune famiglie di provenienza greca. Il terzo tentativo, nel 1657, andò meglio e portò a Peroj alcune famiglie montenegrine di Crmnica che fondarono il villaggio odierno. I nuovi immigrati erano autorizzati a professare la fede ortodossa, e quindi la loro identità etnica si è mantenuta praticamente intatta fino al giorno d'oggi (comunità ortodossa montenegrina a Peroj, lo stocavo montenegrino di Peroj). La Chiesa ortodossa di S. Spiridone al cimitero fu costruita sul luogo della demolita cappella cattolica di S. Gerolamo, acquistata dagli abitanti di Peroj nel 1788 e sistemata per i loro bisogni religiosi. La cappella privata dell'ammiraglio austro-ungarico Matijašević nel cimitero è un eccellente esempio di armonia architettonica neogotica. Il pregio della chiesa sta nel notevole inventario (XVI-XIX sec.), nell'iconostasi, nelle sacre vesti, nel telo cerimoniale, nei vasi liturgici, nei libri e nelle icone dei sec. XIV e XV. La chiesa di S. Stefano è una chiesa preromanica allungata a navata unica che termina con tre absidi rettangolari inscritte, le quali terminano a mezza calotta. L'interno è stato distrutto nel 1945, e la chiesa fu tramutata in fienile. Attorno e all'interno di essa furono rinvenuti dei frammenti antichi, paleocristiani e preromanici. La chiesa era decorata con affreschi raffiguranti figure di santi, ma questi sono conservati solo parzialmente.

 

BIBLIOGRAFIA: M. Bertoša, Gospodarske i etničke prilike u mletačkom dijelu Istre u doba kolonizacije (XVI–XVII.st.), Zagreb 1981; R. Matijašić, Ageri antičkih kolonija Pola i Parentium, Zagreb 1988; U susret zbirci sakralne umjetnosti u Peroju, Pula 1989; A. Alisi, Istria. Città minori, Trieste 1997; IV. međunarodni znanstveni skup Jezici i kulture u doticajima. Peroj / Istra u prošlosti i sadašnjosti, Tabula, 1999, 2.

S. Mustač


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