Pinguente (Buzet)

Pinguente (Buzet), città dell'Istria settentrionale, (45°24′N; 13°58′E; 153m di livello s.l.m.); 1698 abitanti nell'abitato, 6008 abitanti in città (2001), 27km a nord di Pisino. È ubicato su un colle solitario di pietra calcare, sopra la fertile valle eocenica attraversata dal fiume Quieto, ai piedi dell'altipiano della Ciceria (oltre 500m d'altezza), che chiude la valle a nordest; alle altre parti è circondata da colli dell'Istria centrale o grigia (costituiti da pietra arenaria, marna, argilla e flysh); delle strade regionali la collegano alla costa orientale e occidentale dell'Istria. È la sede dell'amministrazione civica.

L'economia si basa sull'agricoltura (Agroprodukt S.p.A. Pinguente), l'industria metallifera (Cimos S.p.A.), la trasformazione del legno (Drvoplast S.p.A. Pinguente; Jadran S.p.A.). Nelle vicinanze c'è la stazione dei treni Pola-Divača. Le fiere che sin dai tempi remoti si tenevano il sabato (le maggiori a settembre) ai piedi della città, lungo l'incrocio delle vie, verso la fine del XIX secolo rappresentavano un impulso per la comparsa e lo sviluppo di un nuovo insediamento, Fontana, ai piedi della città. Pinguente è la sede delle istituzioni culturali ed educative (scuole, museo, università degli studi). È stata popolata sin dalla preistoria, mentre nell'antichità era una comunità autonoma di pellegrini (Piquentum); a Fontana e Pintorija furono esplorate delle necropoli romane (I-III sec.), e molti altari votivi e monumenti sepolcrali a Goričica e Fontana. Appartengono al primo Medioevo la tomba principesca longobarda Brežac (VI-VII sec.), le necropoli della popolazione immigrata slava e romanica del  VII e VIII sec. A Mejica, sul Colle di Zajci (Zajčji breg) vicino a Mluna e Mejica vicino a Drobesia (Drobežija). Nel VI secolo Pinguente era sotto il potere di Bisanzio. In quel periodo è una località fortificata (torre), mentre all'Assemblea di Risano nell'804 viene menzionato che pagava all'Impero Bizantino 20 ducati di tasse. All'epoca successiva alle conquiste franche dell'Istria (IX-X sec.) risalgono la necropoli situata a schiere sotto il bastione settentrionale  (loc. Podbastion) e le tombe a sud di Mejica. Nel 1064 l'imperatore Enrico IV lo cede al margravio istriano Ulrico, mentre il figlio di Ulrico nel 1102 lo regala, assieme ad alcune altre torri, al patriarca d'Aquileia. Dal 1102 al 1421 Pinguente si trova sotto la giurisdizione del patriarca d'Aquileia, mentre dal 1421 fa parte dei possedimenti veneziani in Istria, compreso nel sistema di fortezze dell'Istria settentrionale. Dopo la distruzione di Raspo nel 1511, diventa la sede del Capitano di Raspo, mentre dal  1523 al 1595 anche del Pasenatico per l'Istria. I Veneziani durante il loro dominio rafforzarono ulteriormente la città. Gli interventi rinascimentali furono finalizzati al rafforzamento delle mura e quindi fu costruita la Porta grande d'epoca tardorinascimentale (1547) e la maniristica Porta piccola (1592); sono stati realizzati degli interventi comunali: il Piccolo pozzo fuori dalla Porta piccola (1517-22, 1568), il Fondaco (1534, ristrutturato nel 1588) e un magazzino vicino alla chiesa parrocchiale (1514, rinnovato nel 1796), ed infine fu costruita una schiera di palazzi cittadini e case d'artigiani e commercianti. Nella seconda metà del XV secolo i "Turchi" saccheggiarono i dintorni di Pinguente, ma non occuparono la città. Dopo la Guerra degli Uscocchi, vennero per più volte rinnovate le mura cittadine (1643, 1669 il bastione meridionale, nel 1658 la rampa d'accesso con il belvedere davanti alla Porta piccola). Il Palazzo Bigatto segna l'inizio della costruzione barocca mondana, risalente al primo terzo del XVII sec. lungo il bastione occidentale della città, dalle caratteristiche tardorinascimentali e maniristiche. La città rimase sotto il dominio veneziano fino al 1797. Dopo la pace di Campoformio, assieme alla parte veneziana dell'Istria, appartenne all'Austria. Il tessuto urbano si forma più intensamente nel  XVIII sec.; nelle strutture architettoniche domina la corrente classicistica del Barocco veneziano (Palazzo Bembo, 1728). La bocca di leone in pietra, posta sulla parete attigua a Palazzo Bigatto è stata realizzata nel 1755, mentre il Grosso pozzo tardo-barocco dalla pianta poligonale, è stata costruita nel 1789, ai tempi del capitano M. Antonio Trevisan, ornata da massicce volute e vasi in stile rococò. Agli inizi del XIX sec. è stato costruito un grosso palazzo classicistico situato sulla parte nord-occidentale del bastione. Nel XVIII secolo, sotto il bastione meridionale, appaiono i giardini barocchi, mentre nel corso del XIX sec. viene allestita la passeggiata a Lopar, con una serie di case classicistiche e il lapidario nella torre sud-occidentale e la passeggiata Šotojorti, sotto i giardini barocchi, dalla Porta grande alla Porta piccola. La chiesa parrocchiale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria è un edificio del tardo Palladio ad una navata, con cappelle laterali, costruito dal 1779 al 1784 da  F. Dongetti, su modello della chiesa parrocchiale di Umago. L'altare principale, a baldacchino, è in marmo; gli altari laterali sono del  XIX e del XX secolo. Sul coro c'è l'organo G. Callida del  1787; possiede una ricca collezione di stoviglie d'argento e liturgiche, mentre nella sagrestia c'è il ritratto di don Pietro Flego del XVII sec. Il campanile di fronte alla chiesa è del 1894, mentre sulla piccola campana del 1514, c'è una scritta in glagolitico. I registri parrocchiali vengono amministrati dal XVI sec. La chiesa di S. Giorgio sul bastione settentrionale è a una navata, ha un campanile a vela per le campane sopra la sacrestia, ristrutturata a fondo dal 1603 al 1611, elevata nella seconda metà del XVIII sec., all'interno ornata da ottime decorazioni dipinte dagli epigoni di Tiepolo (una decorazione porta la firma di Matteo Furlanetto). Ha una ricca decorazione artistica barocca, mentre nel pavimento ci sono le tombe dei capitani di Raspo. La chiesa di S. Vito del XV secolo, ubicata al cimitero, fu ristrutturata nel 1653; si tratta di un edificio ad una navata, con il campanile a vela sulla facciata: qui, sulla facciata, si trova un rilievo del 1478 e degli antichi spolia. Nei dintorni di Pinguente si trovano le seguenti chiese: S. Anna, ai piedi della città, un edificio barocco, dalla pianta a croce, con delle volte ed un campanile a vela sulla facciata; S. Maria Maddalena (S. Giovanni) del 1329, è ad una navata, con campanile a vela sulla facciata; S. Giovanni Battista, vicino alla fonte, del 1634, con l'altare principale lavorato ad intaglio e un quadro del XVII secolo sull'altare laterale. Il Museo civico è stato fondato nel  1963, con una ricca collezione archeologica, etnografica e storica (copie degli affreschi medievali, copie di scritte in glagolitico, oggetti legati al Rinascimento popolare in Istria), ubicato nel Palazzo Bigatto. Nel corso dell'anno a Pinguente si tengono numerose manifestazioni: l'incontro dei gruppi canori dell'Istria e del Quarnero a marzo; il festival "Raspjevana Buzeština" (in it. Il Pinguentino canterino organizzato nel mese di aprile a Pinguente - Rozzo - Sovignacco - Vetta); la cosiddetta Subotina, le Giornate pinguentine, (Buzetski dani) e la gara automobilistica  (agli inizi di settembre).

 

BIBLIOGRAFIA: M. Zjačić, Statut Buzetske općine, VHARP 1963–64, 8–9 i 1965, 10; Đ. Cvitanović, Renesansna jezgra Buzeta, Buzetski zbornik, 1984, 7–8; D. Frankol, Arhitektura 17. i 18.st. u Buzetu, ibid.; Z. Balog, Klasicistička palača u gradu Buzetu, Radovi Instituta za povijest umjetnosti, 1984, 8; M. Peršić, Crkvena umjetnost u Buzetu, Buzetski zbornik, 1984, 7–8; K. Horvat-Levaj, Gradovi utvrde sjeveroistočne Hrvatske, ibid., 1988, 12; B. Marušić, Istra i sjevernojadranski prostor u ranom srednjem vijeku, Pula 1995.

Đ. Fabjanović, N. Nefat

 

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