Usi popolari

Usi popolari, tradizioni popolari appartenenti al complesso della prassi delle usanze del così detto periodo preindustriale. Soggette a cambiamenti causati da differenti culture e tradizioni, molte di queste tradizioni sono cambiate essenzialmente nel XX secolo. Alcune sono scomparse totalmente altre divennero simboli regionali e territoriali d'identità. Le tradizioni popolari tipiche per il territorio istriano, con moltissime particolarità e differenze locali, possono essere suddivise in diversi modi: usanze che si praticano secondo il ciclo stagionale, usanze di vita e di lavoro.

 

 

usi popolari annuali, nella letteratura le usanze si elencano regolarmente incominciando con la denominazione del ciclo d'usanze natalizie che culminano con il Natale (Le usanze natalizie) seguite dalle festività di Capodanno,; il ciclo si conclude con la festa della Befana e le processioni dei "koledari" che cantano la ""koledvara" (canti natalizi e di Capodanno) (koledanje) ; in alcuni luoghi si praticano anche durante il Capodanno. Il ciclo seguente più grande,  arriva con il Carnevale, quaranta giorni prima di Pasqua Pasqua. Tra le usanze della Primavera si distinguono alcune usanze particolari: (in diverse località le usanze primaverili hanno un carattere specifico del luogo) si onorano le piante, si mangia molta verdura a scopi di salute; i giovani alla vigilia di San Giorgio (23.IV) salgono sull'albero della cuccagna; nel mese di Maggio portano alle ragazze vasi di fiori, specialmente garofani.  Un'usanza popolare caratteristica del ciclo estivo sono i fuochi notturni di San Giovanni, il 24 giugno alla vigilia della festa. In alcune parti del territorio istriano si praticano pure le festività di altri santi. I raduni attorno al fuoco, di notte, e l'uso della cenere  erano legati a diverse pratiche di magia. Al ciclo estivo sono legate anche le così dette dodole canti che richiamano la pioggia; i giovani e le giovani, dei quali uno o una, erano avvolti nelle foglie o nell'erba, girano attorno al paese, entrano nelle case e cantano, Oj dodole. Il rito di onorare dei santi protettori di paesi e cittadine, spesso è una delle più grandi festività del paese durante l'anno. Queste feste oggi in forma mutata(accanto alla musica e produzione moderna) e con un significato religioso più o meno marcato, sono sempre  vivaci e molto frequentate, ad esempio la festa di San Bartolo a Gimino.

Usi di vita, usanze legate a importanti cambiamenti nel corso della vita, dalla nascita fino alla morte. Le usanze praticate durante il periodo della maternità sono nella maggior parte legate alla protezione della partoriente dalle forze del male; in alcune località o paesi le donne gravide non possono uscire di notte, o devono stare attente ad evitare  gli incroci. Le usanze popolari legate alla nascita dei bambini e delle bambine erano principalmente legate a riti magici legati al sesso del nascituro, o l'immaginazione di persone o avvenimenti che possano nuocere ai bambini (l'oscurità il cosiddetto Orco), ed era vietato lodare il nascituro. L'idea che riguarda la fase di passaggio dei bambini all'età adolescenziale si conserva principalmente nelle tradizioni orali del(padrino) e dello stregone in una specie di  iniziazione. Un'altra tradizione è senz'altro la differenza nel modo di vestire tra donne giovani e quelle anziane, i costumi popolari così detti di gioia di felicità e quelli per il lutto.

Alcuni usi legati agli usi matrimoniali, caratteristici dell'Istria, comprendono il rituale quando si chiede la mano della sposa, il canto in chiesa, il trasporto della cassa dalla casa della sposa, la posa di ostacoli preparata dai giovani del paese della sposa. Al giorno del matrimoni ola sposa viene accompagnata fuori dalla casa dopo avere effettuato il dialogo tra gli ospiti dello sposo e i membri della famiglia della sposa, in alcuni paesi anche dopo avere dato una "falsa sposa" prima dell'uscita della sposa vera. Il corteo nuziale in Istria viene accompagnato secondo riti antichi, dai compari, e spesso da una melodia solenne la cosiddetta mantinjada , realizzata con uno strumento particolare chiamato sopele (roženice). E' conosciuta anche l'usanza del cosidetto kolenčić, bambino che la sposa mette sulle ginocchia con scopo di richiamare la fertilità. Si prepara anche il dolce nuziale, che a volte viene fatto a metà, e si lancia la mela oltre alla casa. Gli usi legati alla morte sono vincolati al credo che l'anima deve lasciare in pace il corpo del defunto; a questo sono vincolati riti magici (lumini accesi nell'acqua, far uscire la salma con i piedi rivolti verso l'uscita, coprire gli specchi in casa). E' conoscito anche il rito del lamento "narekovanje".

Usi lavorativi, le usanze popolari legate al lavoro, erano in rapporto con il ciclo delle stagioni dell'anno. Ciò vale principalmente e specialmente per i lavori agricoli. Le usanze erano pervase da diversi riti magici a scopo di ottenere un migliore raccolto, e per la sua protezione. Per i lavori agricoli era molto importante il ciclo lunare, la credenza nelle fele = (giorni di scalogno) ( il 7, 17 e il 27 del mese) e una moltitudine d'altre credenze cristiane legate ai lavori di campagna, ai quali si applicava la magia. Le usanze connesse alla semina concernono la fertilità del seme, (semina nel fango, o attraverso un cerchietto fatto di un ramo d'ulivo benedetto, contro il fattore negativo causato dalla luna crescente). Per proteggere il seminato si usava  (la benedizione con l'acqua santa e durante l'atto della semina pregare ad alta voce, è vietato bestemmiare o si pratica il totale silenzio del seminatore). Allo scopo di una buona crescita del seminato erano legati alcuni riti magici per la lotta contro la malerba, contro i parassiti, contro il maltempo e l'assicurazione della fecondità. Per assicurare la produttività, spesso servivano i così detti <<oggetti potenti >>; le ceneri, ramoscelli, candele, fiori, l'acqua benedetta pasquale, e pure le processioni del Corpus Domini, la festività di San Giorgio e i fuochi notturni di San Giovanni. Tutto ciò che è stato qui nominato serviva anche nei riti magici contro le stregonerie. La mietitura è un processo, un lavoro collettivo per ciò a essa si legano delle regole: ad esempio il modo di cibarsi dei mietitori e il loro comportamento (il modo di lavarsi). Il grano si conservava negli scrigni, nelle caselle, mettendo bottigliette d'acqua santa. Alle usanze legate alla pastorizia si differiscono moltissime superstizioni connesse alla vendita del bestiame, alla compera e all'assicurazione della fecondità, alle magie per proteggere il bestiame, specialmente dal malocchio.  Diamo degli esempi: la guida del bestiame all'indietro, percuotere e con un ramo d'ulivo benedetto, invocando le reliquie di San Antonio Abate, spargendo le ceneri dei fuochi notturni di San Giovanni o del ceppo di Natale.

B. Koroman, L. Nikočević