Cittanova

Cittanova (Novigrad), città, porto marittimo e centro turistico sulla costa occidentale dell'Istria (45019'N; 130 33'E; 2 m al disopra del livello del mare). Sede del comune, collocata a sud ovest da Buie. Cittanova si trova sulla foce del fiume Mirna, (sulla terra ferma peninsulare, prima era un isolotto), che dalla parte Nord chiude il porto.

Il porto di Cittanova si trova nella parte nord della città con una buona difesa del porto grazie alla sua locazione e alla diga. Il porto è importane per il traffico turistico (possiede una marina fatta nel1983). Dalla penisola, dove è il nucleo più antico della città, su una posizione molto adatta per la difesa, la città si estende verso occidente e verso nord, principalmente verso la fine del XX secolo. L'allargamento della città racchiude nel suo nuovo perimetro i seguenti abitati e agglomerazioni: Antenal, Celega, Fachinia, Carpinia, Cresin, Marea, Paulia, Roselia e altro. La principale attività economia è il turismo e le attività terziarie, l'agricoltura e la pesca sono d'importanza secondaria. Con la strada regionale che scorre lungo il Litorale Cittanova è collegata  con Parenzo e Umago, mentre verso il centro dell'Istria con Verteneglio e Buie. Questa zona era stata abitata già nella preistoria. Molti reperti di ville di villeggiatura (case), appartengono all'era antica., E'probabile che sulla penisola, ai tempi dei Romani, c'era una villa, attorno alla quale più tardi, ma sempre nell'antichità, era stato costruito un castello (castrum) adatto per una buona difesa della città. Dal IV al VII secolo il villaggio assumeva pian piano le caratteristiche cittadine. La città e stata nominata per la prima volta nella lettera che fu scritta dal Papa Gregorio I nel 599. d. C., all'arcivescovo di Ravenna Mariniano. La città fu nuovamente nominata nel VII secolo d. C., dall'anonimo di Ravenna, con il nome di Neapoils, e agli inizi del IX secolo nel listino dell'assemblea di Risane con il nome di Civitas Nova. Non appare chiaro per quale ragione nel XII secolo fu chiamata Emona, Emonia. Nel VI secolo fu fondata la diocesi di Cittanova, che durò fino al 1828, quando fu abolita e annessa nel 1831 alla diocesi di Trieste e Capodistria. Il villaggio aveva il titolo di città e il vescovo era il più forte feudatario, possedeva beni anche nelle altre parti dell'Istria, ma il potere temporale supremo apparteneva ai Patriarchi d'Acquilea. Nel 1149, e poi nel 1270 dopi il tentativo di ottenere l'indipendenza, la città dovette giurare fedeltà alla Repubblica di Venezia. N. subì molte volte danni e saccheggi nel X secolo in seguito agli attacchi dei pirati sul litorale occidentale d'Istria. Dal XIII al XVII secolo, in seguito alla peste e alle guerre nel corso del XVI secolo, come pure della malaria nel XIX, riportò moltissimi danni. Lo sviluppo turistico ebbe inizio verso la fine del XIX secolo, ma appena nel 1970 assume le caratteristiche di una moderna attività economica. Oggi Cittanova ha numerosi alberghi, campeggi e una tanti d'appartamenti. La  Marina di Cittanova (profondità del mare 2,2 m) ha 86 ormeggi in mare e 46 a terra per imbarcazioni lunghezza da 6 a 12 m. Sono conservati i resti delle antiche mura, alcuni palazzi (il palazzo Rigo, XV-XVIII secolo) e molte chiese. La chiesa parrocchiale (in precedenza duomo) di San Pelagio è stata rinnovata più volte. Si suppone che appartiene al periodo paleocristiano, e dall'abbigliamento liturgico con sculture intrecciate di graticcio è riconoscibile la fase del VIII al IX secolo (Il ciborio di Maurizio), cripta a tre navate sotto l'abside è stata fatta nel XII secolo quando la chiesa  ricevette le caratteristiche dello stile romanico, ma oggi è di stile barocco classico. Nella chiesa si trovano alcuni altari in stile barocco, lo stesso vale per le sculture e alcuni quadri. Presso la chiesa c'era anche un battistero ottagonale. Al cimitero c'è la chiesa di Santa Agata.

 

BIBLIOGRAFIA: L. Parentin, Cittanova d’Istria, Trieste 1974; B. Marušić, Il castello Neapolis-Novas alla luce delle fonti archeologiche, ACRS, 1988–89, 19; M. Jurković, Novigrad istarski između 7. i 12. stoljeća, Split 1996; Novigrad-Cittanova 599–1999, Zbornik radova s Međunarodnog znanstvenog skupa, Novigrad–Cittanova 2002.

R.