Broz, Josip - Tito

Broz, Josip - Tito, rivoluzionario, comunista e statista (Kumrovec, 7/V/1892 - Ljubljana, 4/V/1980). È stato il comandante supremo del movimento della resistenza jugoslava dal 1941 al 1945, presidente della Jugoslavia (Jugoslavia democratica federativa, Repubblica popolare federativa di Jugoslavia, Repubblica socialista federativa di Jugoslavia) dalla sua costituzione, fino alla morte, segretario generale (1937), e poi presidente del Partito comunista della Jugoslavia, ovvero della Lega dei comunisti della Jugoslavia. È uno dei rari statisti comunisti a non aver permesso la sovietizzazione dello stato (1948). In qualità di uno dei fondatori del movimento dei non allineati (1956) s'impegnò per la pace e la coesistenza dei popoli e degli stati. Dopo la sua morte, fu creato il culto della sua personalità.

Dopo lo sfacelo della Jugoslavia, fu ugualmente lodato e criticato. Tuttora è impossibile valutare completamente il suo significato storico. Le decisioni sull'insurrezione in Istria e la II seduta dell'AVNOJ (Consiglio Antifascista di Liberazione Popolare della Jugoslavia)  testimoniano il suo rapporto con l'Istria.  L'avvio dell'insurrezione in Istria  (affidato al Quartier generale della Croazia) è stato iniziato dalla deduzione di Josip Broz-Tito, quale comandante supremo dell'Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia, per cui né l'Istria, né il litorale sloveno - secondo le sue esperienze diplomatiche e politiche fino ad allora avute - non avrebbero potuto annettersi alla madre patria in modo classico, diplomatico (note, statistiche sulla composizione etnica, il diritto storico e naturale), ma che la chiave per la loro annessione alla Croazia e alla Slovenia sarebbe stata la liberazione militare. Era chiaro che coloro che avrebbero avuto l'esercito in Istria, nel dopoguerra avrebbero dettato le condizioni per il dialogo.  La lotta per l'annessione dell'Istria alla Croazia e con ciò anche alla nuova federazione jugoslava, veniva condotta a livello diplomatico fra i massimi esponenti del Movimento popolare di liberazione e i popoli alleati, principalmente dalla capitolazione dell'Italia (1943) fino alla fine della guerra (1945). Tito sottolineava sempre alla missione alleata presso il Comando supremo, che le decisioni dell'AVNOJ in questo senso non sarebbero mai cambiate. Per questo motivo si provvide ad un lavoro più serio mirato all'istituzione di organi del nuovo potere sui territori liberati, e così anche in Istria (comitati popolari di liberazione). Con una particolare strategia diplomatica Tito riuscì alla fine a mantenere l'Istria all'interno della nuova Jugoslavia. Nel periodo fra il  1945 e il 1980 veniva molto spesso in Istria, particolarmente in vacanza (Isole Brioni; Vanga) e al Festival cinematografico jugoslavo a Pola.

D. Dukovski

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