Movimento popolare di liberazione (MPL)

Movimento antifascista guidato dal Partito Comunista fondato per la lotta di liberazione contro le forze d'occupazione nella seconda guerra mondiale, e l'annessione alla Iugoslavia.

L'Istria si menzionava già nell'aprile del 1941 nei primi manifesti del Partito Comunista croato, ma in quel periodo era parte integrante del territorio italiano per cui il movimento si sviluppò in complicate e complesse situazioni politiche e militari. Nell'Istria il Movimento Popolare di Liberazione, fu solo una continuazione della tradizione antifascista ha resistito nonostante le misure repressive dello stato italiano. (Il Tribunale speciale per la protezione dello Stato ha condannato al carcere e all'asilio dal 1926 al 1943, 692 antifascisti istriani). Nella lotta contro il fascismo e per i diritti nazionali si distinguevano i popolari, seguaci del movimento risorgimentale istriano, molti sacerdoti e i membri del Partito Comunista. I Movimenti di Liberazione Popolare, croato e sloveno, avevano gli stessi obiettivi, conformi al pensiero della popolazione (maggioritaria) croata e slovena dell'Istria, per cui quando scoppiò la Seconda guerra mondiale in Iugoslavia i membri del Partito Comunista croato e sloveno, cominciarono a operare sul territorio istriano, dove fino a quel momento non c'era stata alcuna presenza di membri o di organizzazioni di partito. Al movimento si unirono molti emigranti istriani i quali nel periodo d'occupazione italiana, si trovavano in varie parti del Regno di Iugoslavia. Questi attivisti posero le basi per la fondazione del Movimento della Resistenza, adunavano la popolazione e la preparavano per la lotta armata. Crearono organizzazioni e punti di resistenza. I membri del Partito Comunista croato erano sostenuti dalla maggioranza della popolazione, dei contadini d'orientamento popolare risorgimentale e da un numero minore d'operai. Entrambi gli schieramenti abbracciarono la piattaforma comune del MPL per la liberazione nazionale e sociale. D'altra parte, i dirigenti dell'illegale Partito Comunista italiano (Partito Comunista d'Italia) in Istria, all'inizio si opposero apertamente al Movimento proveniente dalla Croazia e dalla Slovenia. Il diverbio sulla lotta armata, sul nazionalismo e l'internazionalismo si attenuò, e dagli inizi del 1942, ma specialmente da settembre del 1943, numerosi antifascisti italiani entrarono nelle forze partigiane croate e slovene. Un consistente aiuto agli antifascisti croati in Istria, in quelle circostanze fu dato dal Comitato regionale del Partito Comunista del Litorale Croato. Già il primo volantino, pubblicato nel luglio 1941 a Susak, dal titolo "Alla lotta", fu distribuito non soltanto a Susak e nel Litorale Croato, ma anche a Fiume e in una parte dell'Istria. Fu questo il primo documento scritto che richiamava alla lotta armata in Istria. L'Organizzazione del MPL a Medolino, Prodol e in altri luoghi, è stata fondata nel mese di giugno del 1941, dai membri del Fronte di Liberazione della Slovenia/ Osvobodilna Fronta Slovenije. La polizia italiana seguiva attentamente gli sviluppi del Movimento Popolare di Liberazione e alla fine dell'anno scoprì l'organizzazione triestina e quella polese, e nel 1942 pure quella di Pisino e della Liburnia. Nel treno Nei pressi di Erpelle-Cosina/, furono arrestati sul treno il 6 novembre del 1942 Mijo Pikunic e Mario Spider, che viaggiavano verso Trieste alla riunione e all'incontro con i membri del Partito Comunista Italiano. Quando la polizia scoprì la Lega della gioventù comunista di Jugoslavia SKOJ di Medolino i suoi membri furono imprigionati e condannati. Dopo questi avvenimenti, verso la metà del 1942, il movimento applica forme organizzative più solide e più rigide: si formano gruppi di simpatizzanti e di collaboratori, si fondano istituzioni del MPL e organizzazioni del Partito Comunista della Croazia, Lega della gioventù comunista della Iugoslavia, Unione antifascista della gioventù della Croazia e Fronte antifascista delle donne. Già nell'aprile del 1942, sul monte Nanos sono state formate due truppe partigiane (Vipavska e Brkinska). Verso la fine d'agosto è stata formata nel Gorski Kotar la prima truppa partigiana istriana, come parte del secondo battaglione litoraneo-montano, il quale era sotto il comando della V. zona partigiana istriana operativa dello Stato Maggiore della Croazia. Il 3 Settembre entrò in Istria, qui compierà alcune azioni armate. Grazie ad un costante e minuzioso lavoro politico pure la popolazione italiana aderisce al MPL. Le autorità italiane con metodi militari speciali, (mobilizzazione militare dei cittadini, la divisione delle reclute in allogene e non allogene, divieto di usufruire i congedi, definendo i confini secondo il Contratto di Rapallo, mobilitazione forzata delle classi più giovani), con gli arresti, condanne, esili e una continua sorveglianza cercavano, di sopprimere l'attività sovversiva e con ciò consecutivamente ostacolare la diffusione del Movimento, proveniente dalla Croazia e dalla Slovenia, sul territorio appartenete allo Stato Italiano. Il MPL riesce a operare anche in queste circostanze difficili. Nella primavera del 1943 a Caroiba era stata fondata una temporanea dirigenza del partito comunista per l'Istria, con a capo (Maras Josip, segretario). Nell'agosto del 1943 in Istria operano un centinaio di comitati di liberazione popolare con mille membri all'incirca. Sono stati costituiti tutti gli altri tipi organizzativi del MPL. Si stampano volantini, proclami e opuscoli. Escono i giornali: Glas Istre e Il Nostro Giornale. Nel settembre del 1943 all'incirca 8oo Istriani oltrepassando il Canale della Fiumara (Rjecina, confine di Stato tra Italia e Iugoslavia) e si unirono alle forze del Movimento di Liberazione Popolare. Dopo la capitolazione dell'Italia (9 settembre 1943) scoppiò l'insurrezione generale. Sono state disarmate le formazioni militari italiane. Fu fondato il Comando operativo per l'Istria,  la  I., II.,  e III.,  brigata e due reparti.  Si calcola che il numero d'Istriani sotto le armi, in quel momento, sia stato di circa 10000. Le forze partigiane tenevano sotto controllo tutto il territorio d'Istria, esclusi Pola, Fasana, le Isole Brioni, Dignano, Fiume e Trieste. Gli operatori politici uscirono dall'illegalità e pubblicarono il programma della lotta di liberazione e il programma costitutivo dello Stato. Il potere fu preso in mano dai Comitati Popolari di Liberazione (CLN), nelle località, dove non fu istituito il potere del CLP, furono stati fondati i così detti Comitati di Salute Pubblica. Con le Delibere di Pisino (13 e 26-IX-1943) l'Istria fu annessa  alla madre patria, decisione che era stata confermata da Consiglio antifascista di liberazione popolare della Croazia,  sono stati riconosciuti e confermati i diritti della minoranza italiana e fu eletto il Comitato regionale di liberazione popolare dell'Istria. L'offensiva tedesca d'ottobre costrinse al ritiro le forze partigiane e l'appena costituito potere popolare.  Più di 2000 partigiani e altrettanti civili hanno perso la vita durante l'offensiva. Sono stati catturati più di 1200 combattenti, più di 400 persone sono state trasportate nei campi di concentramento. Sono state bruciate centinaia di case, abitazioni, edifici e fabbricazioni rurali e industriali. Il CNL continuò ad operare anche in queste difficili condizioni d'occupazione e repressione tedesca (es. le stragi nei paesi Sajini, Bokordici, Mala Gajana, Krizu).Verso la fine d'ottobre e l'inizio di novembre 1943, il Comando operativo per l'Istria forma 13 truppe di partigiani ognuna composta da circa dieci combattenti (partigiani). Il loro numero verso la fine dell'anno si moltiplicò e l'attività divenne più intensa.  L'attività dei CLN risorse, e nel dicembre 1943 si tenne la Prima consulta del Partito Comunista della Croazia  per l'Istria a Bergozzo (10-XII), seguita dalla Conferenza Regionale PCC per l'Istria in Radice (25-XII) e in fine La Conferenza Regionale dello SKOJ per l'Istria (29-XII). Nei primi mesi del 1944 si formano nuove compagnie, battaglioni e battaglioni d'assalto. Il1 aprile del 1944, sul monte Maggiore si tenne la prima conferenza regionale dell'Unione della gioventù antifascista della Croazia per l'Istria e lo schieramento della rinnovata formazione militare Prva istarska brigada. Nell'aprile è stato formato il I. reparto partigiano Monte Maggiore, il battaglione italiano <> (4.IV. a stanzia Bembo vicino a Valle d'Istria) e il secondo reparto partigiano polese (15.IV. a Rudani); nel giugno1944 la II., brigata istriana. Le forze partigiane sotto il comando del Comando operativo per l'Istria nel luglio de 1944 erano composte da 4864 militari, sott'ufficiali e ufficiali. Nell'agosto del 1944 a Cabar nel Gorski Kotar (Regione Montana) è stata fondata la III. Brigata istriana e la Quarantatreesima divisione (istriana). Nell'estate del1944 il 22-23 luglio si tenne anche la Conferenza del Fronte antifascista delle donne (AFZ-e) per l'Istria (a Gvozd presso Raspor). Sono state fondate le organizzazioni di JNOF nelle quali come fattore costitutivo emerge anche il Comitato Provvisorio dell'Unione italiana per l'Istria e Fiume. I CNL Operano nei paesi, nelle città, circondari, CNL distrettuali e  il CLN della Regione istriana come il massimo organo rappresentativo del CPL (NOP) in Istria. Gli CNL controllano i movimenti delle formazioni nemiche. Provvedono alla sicurezza e alle provviste per i combattenti e la popolazione. Organizzano la mietitura e il raccoglimento d'aiuti, ma operano pure nelle città occupate. I membri dei CPL e dei MPL organizzano corsi per maestri di scuole elementari; aprono scuole elementari di lingua croata (la prima a San Donato presso Pinguente il 20- II- 1944 ). A parte i giornali regionali Glas Istre e il Nostro Giornale sono stati stampati l'Istarski vjesnik e Vijesti, ma si distribuiscono anche le seguenti pubblicazioni (pazinske, buzetske i puljske Vijesti, Partizanske vijesti, Nove vijesti, Hrvatski list, Porecki vjesnik e La Nostra Lotta). Vengono trasmesse anche le Notizie radio quotidiane. Si riproducono pure i giornali regionali dell'USAOH (Jedinstvo mladih e Noi Giovani), del AFŽ (Istranka e La Donna Istriana). Era attiva una compagnia teatrale <>, altri gruppi teatrali dei CNL distrettuali di Pinguente e Pisino, ma anche una compagnia teatrale italiana. Al rafforzamento delle attività culturali del MPL ha dato un notevole contributo la Conferenza Regionale dei lavoratori addetti alle attività culturali dell'Istria , tenuta si il (15-VIII-1944). I successi estivi si arrestarono nell'autunno del 1945, quando le forze militari tedesche fortificano il Litorale e lo spazio del territorio della Cicciaria, causando una significante diminuzione dell'attività del MPL. A causa di una forte pressione del nemico fu fatta una nuova divisione delle strutture amministrative, alle quali si conformano e riorganizzano le organizzazione e le istituzioni del CLP. Sono stati abrogati i distretti di Pinguente e Pisino e fondato uno nuovo, quello di Parenzo. Al distretto di Pola sono state aggiunte le isole di Cherso e di Lussino. Le formazioni partigiane già nell'agosto del 1944 abbandonarono l'Istria. Nella Regione Montana (Gorski Kotar) furono ritirate pure parti del Comitato Regionale CNL per l'Istria, il Comitato Regionale del Partito Comunista Croato, il Comitato Regionale dello SKOJ e pure i Comitati Regionali USAOH e AFŽ. I comitati distrettuali del PCC e del CPL come organi rivoluzionari di potere operavano illegalmente nel territorio occupato dai tedeschi fino alla fine della guerra. Nel marzo del 1945 sull'isola d'Olib si radunarono i membri del Comitato Regionale CNL (Oblasni NOO) per l'Istria, i comitati distrettuali, circondariali e del rione di Pola, per prepararsi all'ascesa al potere. Con un atto di riorganizzazione sono stati fondati i distretti di Fiume e di Pola. L'apparato amministrativo fu completato e furono formate nuove sezioni. Verso la fine d'aprile, le formazioni dell'Armata Iugoslava con i battaglioni partigiani istriani hanno incominciato la lotta per la liberazione dell'Istria. Il 27-IV-1945 in Istria tornarono i membri del CPL Regionale per incominciare l'organizzazione della nuova autorità (del nuovo potere).  La città di Pisino è stata liberata il 5-V, e lo stesso giorno a Pola si arresero le forze tedesche. Nella Lotta popolare di liberazione hanno partecipato28754 Istriani, di questi incirca 500 sono caduti nella lotta armata. Gli Istriani lottarono anche in cinque brigate d'oltremare, le quali si trasferirono dall'Italia in Iugoslavia e parteciparono alla lotta finale per la liberazione. Le vittime civili furono 5800, mentre nei campi di concentramento furono trasportati 21509 cittadini.

 

BIBLIOGRAFIA: Istra i Slovensko primorje, Beograd 1952; I. Brozina Slovan, Put prve istarske brigade »Vladimir Gortan«, Pula 1959; Priključenje Istre Federativnoj Državi Hrvatskoj u Demokratskoj Federativnoj Jugoslaviji, Rijeka 1968; P. Strčić, Povijesna literatura o Istri u narodnooslobodilačkoj borbi, Časopis za suvremenu povijest, 1973, 3; Lj. Drndić, Oružje i sloboda Istre, 1941–1943, Zagreb–Pula 1978; D. Dukovski, Rat i mir istarski, Model povijesne prijelomnice (1943–1955), Pula 2001.

H. Buršić, D. Mandić, R.