Muzio, Girolamo

Muzio, Girolamo (lat. Hieronymus Mutius), letterato e polistorico (Padova, 1496 - ?, 1576). Ha preso il soprannome dal padre capodistriano, Justinopolitanus. Come il padre, era l'aio dei bambini dei nobili e il maestro nelle scuole pubbliche (civiche), e spesso cambiava la sede.

Viveva e lavorava anche presso le corti delle città-stato italiane (Padova, Venezia, Ferrara, Milano, Firenze e Roma), in Francia e sulla corte dell'imperatore romano-tedesco Massimilano II, e in gioventù ha soggiornato brevemente in Dalmazia e a Capodistria. Teneva la corrispondenza e polemizzava con numerosi intellettuali della sua epoca, ed è diventato famoso soprattutto per l'opposizione al protestantesimo del vescovo capodistriano P. P. Vergerio. Ha stampato alcuni scritti politici controriformatori e le raccolte di poesie: Le Vergeriane (1549 - 1550), La cattolica disciplina dei Principi (1561), L'eretico infuriato (1562) ecc., poi i testi morali e teologici le Lettere secolari (1551), le Operette morali (1553), e i Tre testimoni: Basilio, Cipriano e Ireneo (1555). Si impegnava per l'uso della lingua italiana invece della lingua latina nella vita quotidiana. Sono state pubblicate postume le raccolte di testi scritti tra il 1530 e il 1573 che trattavano questo tema molto attuale in quei tempi in Italia, le Battaglie in difesa dell'italica lingua (1582). Ha scritto il trattato Duello (1550) e il Gentiluomo (1572), molto popolari nella sua epoca, e le poesie liriche le Egloghe amorose (1550).

 

BIBLIOGRAFIA: F. Semi, Istria e Dalmazia: uomini e tempi, I, Istria e Fiume, Udine 1991.

R.