Musei e collezioni museali

Musei e le collezioni museali Gli inizi dell'attività museale, cioè la raccolta organizzata e la conservazione degli oggetti artistici, storici e culturali in generale, i quali testimoniano sulla storia naturale e sociale e sul presente, sono datati all'inizio del XIX sec., quando a Pola i monumenti in pietra dall'epoca romana (le iscrizioni, le sculture, i rilievi, le parti degli edifici dell'antichità), sono stati raccolti nel Tempio d'Augusto e nei suoi dintorni.

Gli intellettuali istriani già nel XVII e nel XVIII sec. raccoglievano questa specie di oggetti nelle collezioni private, sulle quali non ci sono dati specifici. La prima vera istituzione museologica era la Collezione archeologica della Società istriana per l'archeologia e la storia del territorio a Parenzo (1884), della quale fanno parte le collezioni private Scampicchio e Luciani come il suo nucleo principale. Il Museo Civico della Città di Pola è stato fondato nel 1903, e dopo la I guerra mondiale è diventato il Regio Museo dell'Istria; ha ricevuto una parte delle collezioni del museo di Parenzo, la collezione del Museo Civico e del lapidario a Pola, il quale fino al 1918 era sotto l'autorità dell'Amministrazione statale per la tutela dei monumenti. A Capodistria nel 1911 è stato fondato il Museo regionale. Dopo la II guerra mondiale il museo di Pola è diventato il Museo archeologico dell'Istria, e sono stati fondati il Museo della rivoluzione popolare dell'Istria a Pola (1956) e il Museo etnografico dell'Istria a Pisino (1962). In questo modo è stata creata la rete fondamentale dei musei specializzati delle tre aree museali di base (l'archeologia, la storia, l'etnografia), che era il perno dello sviluppo della museologia istriana moderna. Il Museo della rivoluzione popolare dell'Istria nel 1991 è diventato il Museo storico dell'Istria, che ha completato formalmente la musealizzazione degli oggetti e dei temi storici. Nella parte slovena dell'Istria sono stati fondati il Museo regionale a Capodistria (di tipo complesso) e il Museo navale "Sergej Mašera" a Pirano. Nella seconda metà del XX sec. alla rete di base dei musei è stata aggiunta la rete dei musei locali territoriali, di solito di tipo complesso, con diverse collezioni (archeologiche, storicoculturali, etnografiche, storiche, artistiche, ecc.), che meglio illuminano le specificità dell'ambiente locale. Per questo sviluppo era importante lo stimolo che veniva dall'economia turistica, per la quale questa specie di musei erano l'amplificazione dell'offerta. Nella parte italiana dell'Istria il primo museo di questo tipo, però di carattere esclusivamente archeologico, è stato fondato solo nel 1997 (Civico Museo Archeologico di Muggia). Al livello inferiore, nei paesi più piccoli, in sintonia con le possibilità della comunità locale e con l'esistenza delle musealie specifiche, dagli anni Sessanta sono state fondate le collezioni di museo e i lapidari (Cittanova, Dignano, Montona, Rozzo, Buie). Questi musei non hanno lo stato dell'istituzione autonoma, ma sono amministrati dalle istituzioni locali culturali e dai musei specializzati. Le collezioni museali di questo tipo sono due, del Museo navale "Sergej Mašera" a Pirano e la Collezione etnologica Tonina hiša (La casa di Tone) a San Pietro e il Museo delle saline a Sicciole.

 

BIBLIOGRAFIA: Muzeji i galerije Istre (vodič), Pazin 2003.

R. Matijašić