Milanović, Božo

Milanović, Božo, sacerdote (Corridico, 10 ottobre 1890 - Pisino, 28 dicembre 1980). Educato nella famiglia popolare cattolica, ha iniziato l'istruzione a Corridico, e l'ha continuata al liceo imperiale-reale croato a Pisino, prendendo parte al movimento della gioventù cattolica.

Anche se era attratto dalle scienze naturali e tecniche (ha brevettato anche il commutatore elettrico), dopo la maturità ha scelto lo studio di teologia a Gorizia, ed è stato ordinato sacerdote a Trieste il 7 luglio 1914. Come seminarista è diventato segretario e il presidente della Società accademica cattolica Dobrila, e durante le vacanze estive aiutava la fondazione "delle società giovanili" nei villaggi del Pisinese. In agosto 1914 è diventato parroco a Pedena. Durante la I guerra mondiale le autorità austriache lo hanno imprigionato per un breve tempo come politicamente non gradito, però ben presto è stato rilasciato. Negli anni 1917 e 1918 soggiornava nell'istituto Augustineum a Vienna a motivo della preparazione del dottorato in teologia, il quale è stato confermato il 1. giugno 1918, e ha conseguito il titolo il 22 ottobre 1919. Dopo la guerra, per un breve periodo era parroco a Corridico, dove era sotto la sorveglianza della polizia, e ha subito alcuni attacchi fisici; per proteggerlo, il vescovo lo ha trasferito il 7 febbraio 1922 a Trieste come cappellano nella parrocchia di San Giovanni. Qui si è dedicato alla attività politica (il presidente del Sottocomitato istriano della Società politica Edinost) e a quella editoriale, a motivo di conservare la coscienza nazionale degli istriani croati e sloveni. Ha continuato a pubblicare la rivista Pučki prijatelj (L'Amico popolare, che è stato riavviato a Pisino da Josip Grašić nel 1919), il calendario Istranin, dal 1925 Pučka Danica, però rediva e stampava anche i libri di preghiere, come Oče budi volja tvoja di Dobrila, i catechismi, la letteratura religiosa e istruttiva, la belletristica ecc. Era il principale iniziatore della Società di San Mohor per l'Istria, e con i collaboratori ha contribuito alla conservazione dell'identità istriana tra le due guerre mondiali, nel periodo in cui le autorità fasciste cercavano di cancellare completamente i sentimenti nazionali croati e sloveni. È rimasto a Trieste fino al 1941 (dal 1937 nella parrocchia di Antonio nuovo), quando è stato internato a Bergamo (fino a settembre del 1943), riuscendo in segreto a contattare e accordarsi con parroci istriani e i seminaristi capodistriani dall'Istria, e stampare e diffondere i libri e gli opuscoli in lingua croata e slovena. Dopo la caduta del potere fascista in settembre del 1943, a novembre torna a Trieste, dove ha ricominciato con l'attività editoriale (i calendari, i catechismi, i libri di preghiere). Subito dopo la fine della guerra i rappresentanti delle nuove autorità in Istria e in Croazia hanno contattato Milanović per ottenere il supporto della Chiesa per le trattative sui nuovi confini statali. Alle autorità iugoslave ha chiesto in cambio la possibilità di fondare un seminario croato istriano con otto classi in liceo, la fondazione della società istriana sacerdotale, la pubblicazione di un foglio religioso, il permesso di insegnare il catechismo nelle scuole e la continuità delle attività della Società di San Mohor per l'Istria. Il suo ingaggio con altri sacerdoti istriani era decisivo, durante gli incontri con la commissione degli alleati per i confini nel marzo del 1946, durante i quali con i dati della statistica clericale comprovava che l'Istria e il Litorale sloveno devono appartenere alla Iugoslavia. Ha collaborato all'attività della conferenza di pace a Parigi. In novembre 1946 si è trasferito da Trieste a Pisino e lì dirigeva il liceo del seminario, fino al 1968. Guidava anche l'Istituto superiore teologico a Pisino, insegnava e scriveva i libri di testo. È l'autore di alcuni libri storico-pubblicistici sulla storia recente dell'Istria: Istra u osvitu narodnog preporoda (1960), Hrvatski narodni preporod u Istri (I, 1967; II, 1973), Moje uspomene (1900-1976) (1976), ed è stata pubblicata postuma Istra u dvadesetom stoljeću (I, 1992; II, 1996). Era a guida della Società letteraria istriana di SS. Cirillo e Metodio a Pisino, che ha continuato l'attività religioso-editoriale e pubblicistico-istruttiva della Società di San Mohor per l'Istria. Ha ricevuto diverse onorificenze statali, il titolo onorario di prelato della Sua Santità, il dottorato onorario della Facoltà di teologia a Zagabria.

 

BIBLIOGRAFIA: A. Hek, Božo Milanović, Istarska Danica, 1982; isti, O životnom putu i djelu dra Bože Milanovića, u: Pazinski memorijal, 1988, 17, 2; M. Bertoša, Epistolarno svjedočanstvo o monsinjoru Boži Milanoviću (Uz 110. obljetnicu rođenja i 20. obljetnicu smrti karizmatičnog Istranina), Forum, 2000, 72.

R.