Olivo

Olivo (Olea europaea), albero sempreverde dalla famiglia degli olivi (Oleaceae). Si coltiva per il frutto usato nell'alimentazione e per la produzione dell'olio. Il frutto maturo è la drupa di peso da 1 a 14 g, la cui parte polposa (mesocarpo) è ricca d'olio (7 - 35%). È coltivata nel mediterraneo: i fossili delle foglie sono stati reperiti negli strati del pliocene (Italia) e dal paleolitico superiore (Africa settentrionale), e i resti del legno tra i reperti dell'età del bronzo (Spagna). È stato addomesticato cca 6000 anni fa sulle coste di Siria e Palestina.

Nel XVI sec. a.C. i fenici l'hanno portato sulle isole greche, e i romani l'hanno diffuso nel loro Impero, però l'hanno trovato anche in Africa Settentrionale, dove i Berberi conoscevano il processo dell'innesto dell'olivo sul soggetto selvatico. In Istria è coltivato dal I sec. a.C., maggiormente sulla parte ovest e sud costiera. Oggi è diffuso in tutto il mondo nella fascia temperata dai 45ºN ai 35ºS, e può crescere fino ai 700m di altitudine. Può vivere per diversi secoli, però nella olivicoltura intensiva solo 50 anni cca. Nel mondo si coltivano cca 800 mil. di alberi su 9,5 mil. di ha. La Croazia ha 3 mil. cca d'alberi sull'area di 25 000 ha, e in Istria ci sono 420 000 cca sull'area di cca 1600 ettari. Il raccolto medio per l'albero nella Regione Istriana è dai 5 ai 10 kg, e la produzione annuale dell'olio d'oliva è dalle 200 alle 400 t. L'olivicoltura in Istria dipendeva sempre dalle condizioni sociali nell'ambiente. La sua maggiore stasi, considerando le altre aree olivicoltrici nel mondo, è stata dal 1945 al 1990; allora è stato realizzato il progetto di UN (UNPD/FAO) a fine del rilancio dell'olivicoltura nello stato, nell'ambito del quale sono state create le piantagioni vicino a Parenzo e Barbariga, però i risultati non erano soddisfacenti. Uno sviluppo più veloce dell'olivicoltura è iniziato negli anni Ottanta con gli stimoli devoluti dallo stato, con la ricostruzione dei vecchi oliveti e con la piantagione dei nuovi. Secondo le stime, il numero degli alberi d'olivo è aumentato dai 147 488 nel 1988 ai 420 000 nel 2003. Le piantagioni esistenti si possono raggruppare in: vecchie piantagioni con le specie autoctone locali, le piantagioni recenti (1970 - 1990) e le piantagioni più recenti (dopo il 1990). Nelle vecchie piantagioni, che nella maggior parte sono logore e richiedono la rinnovazione, si applicano le attività tecnologiche tipiche dell'olivicoltura estensiva: la potatura irregolare, l'insufficiente concimazione e le misure di protezione, il che è la causa del raccolto scarso. Nelle piantagioni istriane d'olivo un po' più di un terzo degli alberi (146 800) appartiene alle specie autoctone: la buža (sorta dignanese) (50,69%), la rosignola (5,72%), la carbonera (5,60%), la bianca istriana (30,22%) e altre specie (7,77%). Le nuove piantagioni sono state create soprattutto con le specie straniere (leccino, frantoio, pendolino). Con la produzione del materiale per la piantagione si occupano alcuni piccoli produttori con una capacità di cca 50 000 piante l'anno. Le ricerche delle caratteristiche biologiche e delle qualità economiche delle specie autoctone, a motivo dell'aumento delle piantagioni primarie di qualità, sono iniziate nel 2002 presso l'Istituto per l'agricoltura e il turismo a Parenzo.

 

BIBLIOGRAFIA: I. Kovačević, S. Perica, Suvremeno maslinarstvo, Split 1994; Razvoj Županije istarske od 1996. do 2010. godine, Fakultet ekonomije i turizma »Dr. Mijo Mirković«, Pula 1996; Program razvitka poljoprivrede Istarske županije do 2010. godine, Institut za poljoprivredu i turizam, Poreč 1998; N. Večernik, Čovjek i maslina, Split 2003; S. Vischiot, Maslinarstvo, Rijeka 2004.

A. Milotić, E. Šetić