Besenghi degli Ughi, Pasquale

Besenghi degli Ughi, Pasquale, scrittore (Isola 31/III/1797 - Trieste 24/IX/1849). Ha frequentato la scuola a Isola e a Capodistria, si laureò in giurisprudenza a Padova (1816- 20). Non essendogli riuscito il tentativo di unirsi ai ribelli di Napoli contro i Borboni, nel 1820 tornò a Isola poi si trasferì a Trieste, dove dal 1822 lavorò al Tribunale commerciale. Ma ben presto abbandonò l'impiego giudiziario e si dedicò alla letteratura.

Nel 1828 partì per la Grecia, dove si unì a lord G. G. Byron nella guerra dei Greci per la liberazione dall'Impero Ottomano. Un anno più tardi ritornò in Friuli e in Veneto, e nel 1846 a Trieste, dove mori di colera.  Ebbe un approccio critico verso la società triestina di quel tempo. Nell'opera di prosa "Saggi di novelle orientali" (1828), derise Trieste (che chiamava Cucibrech) e alcuni suoi abitanti; li raffigura e descrive satiricamente attraverso avvenimenti, usanze e nomi di tempra orientale. Allo stesso modo con la stessa ironia descrive l'ambiente triestino nei versi Apologhi (1828), nei quali si notano comportamenti illuministici. Per le poesie, nelle quali si notano alcuni motivi personali (inquietudini esistenziali, rotture interiori, l'amore per la donna e per la natura, l'esperienza del viaggio in Grecia, una veduta pessimistica del mondo), appartengono a un romanticismo provinciale, umano, apparizione marginale  di questo movimento. Si compara a G. Parini, V. Alfieri, U. Foscolo, ma specialmente a Leopardi. Nell'Ode a Luigi Vestri (1824) ha esposto i propri sentimenti morali, mentre nella raccolta di lettere "Saggi a Martino" (1827), ad un correttore e critico (1827), espone il suo comportamento letterario. Post morte gli furono pubblicate la Raccolta di poesie e prose (1850) e Poesie e Prose (Trieste 1884).

 

BIBLIOGRAFIA: B. Maier, Profilo di Pasquale Besenghi degli Ughi, Il banco di lettura, Trieste 1988, 1; G. Cervani, Trieste-Cucibrech nella satira di Pasquale Besenghi degli Ughi, ACRS, 1982–83, 13; I. Marković, Ciò che si sa e rimane della biblioteca appartenuta alla famiglia Besenghi di Isola, Annales, 1996, 8.

A. Miculian