Vermo

Villaggio del Istria centrale (45 15, 19N; 13 5'E ), 5 km a nordovest di Pisino, nei pressi della strada statale D 48 ( Pisino-Vermo-Parenzo);vicino alla strada statale D3 (Pisino-Fiume);altitudine sul livello del mare di 325 m; 233 st. (2001).

 

Nasce sul castelliere preistorico illirico (reperti dell'età del bronzo. Una necropoli con 172 tombe, nel campo ai piedi del villaggio (scavate da  A. Amoroso nel 1883). La parte nuova del villaggio si sviluppò nel campo ai piedi del castelliere; gli abitanti erano agricoltori e si occupavano anche di pastorizia. Dal X secolo divenne proprietà del vescovado di Trieste, più tardi venne incluso nel principato di Pisino. Fu distrutto durante la guerra tra la lega Cambriana (imperatore Massimiliano) e Venezia 1508-10, durante la breve occupazione veneziana (1508) ebbe solo 62 focolari, è stato devastato dall'incursione ottomana nel 1511. Verso la fine del XVI sec., con la colonizzazione delle famiglie croate, profughe del territorio sotto il dominio ottomano, avviene la rinascita del castelliere. Nel 1578 ci sono ben 148 famiglie che gravitano su questo territorio, e grazie a questo numero è stato concesso lo status di cittadina. Vermo fu nuovamente danneggiato e distrutto notevolmente nella guerra con gli Uscocchi (1615-17). Il borgo medioevale era cinto dalle mura. La chiesa parrocchiale di San Martino del 1431 agli inizi del XIX secolo è stata ampliata ancora con un'altra navata, sui muri, sull'arco trionfale e sulla cupola del santuario si trovano dipinti murali di stile gotico molto importanti, datati al XV secolo; è presente inoltre una lapide in stile tardo gotico col volto di San Martino, opera di un anonimo maestro friulano, e sull'altare un dipinto di San Martino del pittore Celestin Medovich, abito da messa e oggetti argentei (XV-XVII secolo). Un cospicuo numero di miniati glagolitici (XIV-XV. secolo) originari di Verbo sono custoditi nella Biblioteca Nazionale e all'Università di Lubiana. Nel cimitero, 0,6 km a nordest di Vermo,  si trova la chiesa di S. Maria delle Lastre, un vero gioiello medioevale tardogotico il cui il sagrato ha la stessa larghezza della navata. Durante il rinnovo nel XVIII secolo, davanti alla facciata era stato aggiunto un attico, fu distrutta la volta gotica e sostituita con un soffitto diritto (tabulato in legno ). Sono state perforate le finestre sui lati laterali e della facciata del santuario che hanno danneggiato i muri dipinti (una parte di affreschi murali era stata distrutta e danneggiata),.L'interno della chiesa  è ricca di affreschi tardogotici  complessivamente 46 con le scene della vita della Madonna e di Cristo. Gli affreschi furono realizzati nel 1474. da Vincenzo di Castua e i suoi collaboratori (di ciò testimonia la scritta sopra la porta laterale della chiesa). Il più grande dipinto (otto m di lunghezza) dalla parte nord, è intitolata l'Adorazione dei Magi, un magnifica sfilata di  interessanti personaggi, cavalieri, suonatori, buffoni di corte e paggi. Dalla parte occidentale sui affreschi  è raffigurato il ciclo della vita, da Adamo e Eva all'imprevedibile destino umano della Ruota della Fortuna, con la Danza macabra nella quale tutti gli uomini sono uguali, provenienti da tutti i ceti sociali, senza distintine, raffigurati come scheletri che ballano. Gli affreschi parlano della vita quotidiana e delle credenze popolari. Gli affreschi di S. Maria sono tra le opere più importanti della pittura medioevale istriana.

 

BIBLIOGRAFIA: B. Fučić, Meštri u Bermu, Bulletin JAZU, 1958, 2; V. Ekl, Beramski reljef, ibid., 1960, 2–3; M. Prelog, Neki grafički predlošci zidnih slikarija u Bermu, Radovi OPU, 1961, 3; B. Fučić, Istarske freske, Zagreb 1963; Znanstveni referati povodom 500-godišnjice dovršenja zidnih slika, Beram 1974, Bulletin JAZU, 1974, 1; isti, Vincent iz Kastva, Zagreb–Pazin 1992.

Đ. Fabjanović