Cottole

Cottole, abitato abbandonato nei pressi di Colmo (45°22′N; 14°02′E; 142 m d'alt.); 1 ab. (2001), la città di Pinguente. È un buon esempio di contatti di particolari curiosità naturali e di architettura tradizionale rurale.

Il fiume Quieto, sul quale l'abitato si trova, crea nel suo letto insolite conche a forma di pentolone (da qui il nome - cr. Kotli, da kotao: caldaia, pentola, paiuolo) di diversa grandezza; queste cavità, a seconda del livello del fiume, a volte sono piene d'acqua. In alcuni luoghi lo scorrimento dell'acqua è in forte pendenza, cosicché si creano cascate di diversa altezza. A causa dell'isolamento dalle vie del traffico e della lontananza dei centri maggiori, dopo la II guerra mondiale il villaggio è stato abbandonato, e ha conservato le sembianze che aveva alla fine del XIX sec. Le case sono costruite in pietra, e alcune hanno i baladuri in legno o in pietra. Gli elementi in legno, sia quelli delle costruzioni sia quelli aggiunti, testimoniano sull'utilizzo del legno nell'architettura tradizionale dell'Istria settentrionale. Comparando l'architettura dei villaggi vicini, le abitazioni in Cottole sono più sviluppate, maggiormente composte e più ricche. Gli edifici a un piano, con diversi vani, testimoniano un tenore di vita elevato nell'abitato, dove si viveva soprattutto dall'artigianato sviluppato, grazie al quale gli abitanti (Kotjani) erano noti anche nei villaggi più lontani, e non solo nelle vicinanze. Agli inizi del secolo erano attivi sei sarti (žnjidari), e i musicisti sugli strumenti tradizionali, il contrabbasso, il violino e il clarinetto (bajs, vijulin, klarinet), che avevano larga fama. Uno specifico simbolo di Cottole sono i mulini, dei quali uno è nelle rovine, e l'altro è stato rinnovato nel 2002. Li usavano gli abitanti anche dai villaggi più distanti fino al 1964. Dal 1994, il villaggio e i suoi dintorni hanno lo status del patrimonio culturale.

L. Nikočević