Canfanaro

Canfanaro, l'abitato e centro comunale nell'entroterra dell'Istria occidentale, tra Gimino e Rovigno (45°7′N; 13°50′E; 284 m d'alt.); 472 ab. (2002). Comprende anche i casali Burici, Moschiena e Morosini. Si trova sull'altipiano sopra la Draga di Leme, sulla strada regionale Gimino - Rovigno e sulla linea ferroviaria Pola - Divaccia.

È nodo stradale di traffico delle strade statali (D 28) e regionali (da Docastelli, Rovigno, Sanvincenti, Gimino, e Baratto di Canfanaro Corridico). Gli abitanti si occupano dell'agricoltura e zootecnia, e una parte lavora nell'industria degli scalpellini, nel traffico (la ferrovia) e negli ultimi tempi nelle piccole e medie imprese. L'area era abitata nella preistoria, nell'età romana e nel medioevo, e il toponimo viene menzionato per la prima volta nel 1096 nel documento del patriarca d'Aquilea Volrico. È stata abbandonata a causa di peste, e poi è stata nuovamente popolata nel XVII sec. con i profughi dalla Grecia, dall'Albania e dalla Dalmazia, che scappavano davanti agli Ottomani. La vicinanza di → Duecastelli ostacolava lo sviluppo del villaggio, fino a che Duecastelli non è stato abbandonato a causa della peste, e anche il capitolo collegiale della chiesa di Docastelli di Santa Sofia si era trasferito nel 1714 a Canfanaro. La chiesa parrocchiale di San Silvestro conserva il corredo e l'arredamento della chiesa di Duecastelli (il confessionale dal XIII sec., la porta dipinta dal XVI sec., due statue in legno dal XV - XVI sec., i libri illuminati dal XV sec. e l'arredo sacro del XVII sec.). La chiesa è stata costruita nel 1696 sul sito di una più antica, ed è stata allargata nel 1714. Nell'abitato c'è anche la chiesa di San Valentino dal XVIII sec., costruita sul sito di una più antica, e la chiesa di Sant'Agata sulla strada per Baratto di Canfanaro che è stata costruita nel XI - XII sec. e conserva nell'abside rilevanti affreschi da quel periodo. Lungo la strada per Duecastelli si trovano le rovine del convento benedettino con la chiesa romanico - gotica di Santa Petronila, e vicino a Morosini c'è la cappella romanica della Madonna delle Nevi (XI sec.). I dintorni di Canfanaro sono adatti per le passeggiate e per il ciclismo.

 

BIBLIOGRAFIA: Kanfanar i Kanfanarština, Zbornik radova, Kanfanar 1998.

R. Matijašić, Đ. Fabjanović