Foibe

Foibe (tal. foiba: foiba carsica), luoghi di perimento delle vittime civili e militari nella Seconda guerra mondiale. Il problema delle foibe istro-carsiche, ed accanto ad esso legato il termine fojba (che nella parlata politica definisce la foiba come luogo di perimento), è apparso nella stampa italiana nell'agosto del 1945.

Allora inizia la pubblicazione delle testimonianze sul destino delle vittime civili nella parte della fino ad allora Venezia Giulia, che in quel momento era sotto il controllo dell'Armata jugoslava. Le foibe furono usate nelle esecuzioni dell'agosto del 1943 (nel periodo tra la capitolazione italiana l'8 settembre sino all'occupazione tedesca all'inizio di ottobre) e nella maggior parte del maggio del 1945 (durante e subito dopo la fine delle operazioni di guerra), mentre solo pochi casi simili sono stati rilevati nel resto del periodo bellico. La maggior parte delle vittime del 1943 furono civili, periti durante la rivolta nazionale croata e slovena (Movimento popolare di liberazione), nella quale si immischiarono spesso rese dei conti di natura personale. Le vittime del 1945 sono la conseguenza della presa di controllo militare jugoslavo sul territorio. Esistono diverse valutazioni sul numero di vittime. Numerosi autori italiani parlano di 4500-6000 persone (in Istria, Trieste e il territorio complessivo occidentale della linea di confine jugoslavo-italiana del 1920 e 1924, sulla quale agiva l'Armata jugoslava), ma esistono diverse valutazioni. Le storiografie croata e slovena hanno iniziato appena in tempi recenti a studiare sistematicamente le vittime delle foibe. Nelle ricerche croato-italiane pubblicate per il territorio della regione italiana di Fiume è confermato che il numero di perdite umane della Seconda guerra mondiale - anche se quattro volte maggiore delle perdite medie in Italia - ammontano a circa un terzo (2,4%) del valore medio per il territorio della Croazia (7,3%). È constatato che poco meno di un quarto delle perdite totali (652 di 2754 persone) sono avvenute dopo il  3 maggio 1945 e che per circa un quarto delle vittime (656) è ritenuta responsabile la parte jugoslava. A risultati simili si potrebbe giungere con la ricerca di dati per il resto della parte croata dell'Istria, e potrebbe quindi risultare che il numero totale di perdite umane in Istria nella Seconda guerra mondiale  e nell'immediato dopoguerra significativamente inferiori rispetto alla media croata, che la parte jugoslava ha eseguito soltanto una parte minore del numero complessivo di delitti, che le vittime delle foibe sono la parte minore delle vittime procurate dalla parte jugoslavia e che la percentuale di queste vittime nel numero complessivo di periti è molto piccolo (si potrebbe parlare di un paio di centinaia di vittime). Comunque con ciò non si ricava l'immagine completa del problema delle foibe inquanto alle vittime nominate è giusto aggiungere le vittime di altri territori ( specialmente di Trieste), nonchè i militari finiti nelle foibe. Esse si riferiscono soltanto in misura minore al territorio croato, perchè le direzioni di ritirata si estendevano più a settentrione. Il problema di Trieste e dell'entroterra istriano si differenzia così significativamente dalla situazione in Istria, e perciò per un giudizio complessivo è opportuno aspettare ulteriori ricerche. Nel nordest d'Italia, specialmente nelle strutture dell' esodo, le foibe (per es. a Bassovizza vicino a Trieste) e le loro vittime (per es. Norma Cosseto di S. Domenica nel Parentino) vengono considerati simbolo del perimento degli Italiani nell'Istria e in Venezia Giulia. Recentemente si cerca di trovare un posto nella memoria collettiva storica dell'Italia che esclude il problema delle foibe dal contesto dell'osservazione storiografica delle morti causate dalla guerra, attribuendogli altri aspetti e funzioni.

 

BIBLIOGRAFIA: M. Sobolevski, Prešućena istina – žrtve rata na području bivše Jugoslavije 1941–1945. prema popisu iz 1964. godine, Časopis za suvremenu povijest, 1993, 25; V. Žerjavić, Doseljavanja i iseljavanja s područja Istre, Rijeke i Zadra u razdoblju 1910–1971., Društvena istraživanja, 1993, 6–7 (4–5); isti, Koliko je osoba iselilo iz područja pripojenih Hrvatskoj i Sloveniji nakon kapitulacije Italije i Drugog svjetskog rata, Časopis za suvremenu povijest, 1997, 29; A. Ballarini, M. Sobolevski (urednici), Le vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni (1939–1947) / Žrtve talijanske nacionalnosti u Rijeci i okolici (1939–1947), Roma 2002.

M. Manin