Museo Archeologico dell’Istria (MAI)

Museo Archeologico dell’Istria (MAI), istituzione museologica specializzata, fondata il 3 luglio 1902 in Pola come Museo Civico, e la quale il 6 ottobre 1930 diventa il Regio Museo dell’Istria, e dal 15 settembre 1947 opera con la denominazione il Museo Archeologico dell’Istria.

Nel corso dell’intero Ottocento c’erano tentativi di fondare il museo a Pola, però il tentativo non andò oltre la collezione dei monumenti in pietra nel Tempio d’Augusto (poi nell’Arena). L’idea è stata realizzata quando hanno avuto inizio le ricerche archeologiche in Nesazio vicino a Valtura, che hanno portato grandi quantità di materiale archeologico minuto. In quel tempo il Museo era situato nell’edificio in Clivo San Stefano, e il primo direttore era B. Schiavuzzi (1902-05). Gli hanno successo A. Puschi, Umberto Dusatti e G. E. Pons, poi nuovamente Schiavuzzi (1917-29). Nel corso degli anno Venti si preparava l’istituzione del nuovo museo archeologico statale, e veniva cercata anche una nuova collocazione. In ottobre 1931 solennemente è stata aperta la nuova mostra nell’edificio dell’ex liceo tedesco alle spalle della Porta Gemina, e B. Forlati Tamaro ha assunto l’incarico del v.d., poi per un breve periodo Camillo de Francesschi, e M. Mirabella Roberti (1935-47). Dopo che l’amministrazione anglo-americana ha lasciato Pola, B. Bačić assume la direzione del museo, lo riorganizza e con i collaboratori pone le fondamenta dell’istituzione moderna museologica e archeologica. Dopo Bačić i direttori sono stati B.Marušić (1967-78), Vesna Girardi – Jurkić (1979-91), Robert Matijašić (1991-94), Željko Ujčić (1996-2001), Kristina Mihovilić (1995 e 2002-2006), Kristina Džin (2006-2008) e Darko Komšo (2009-). Nel museo operano tre dipartimenti (preistoria, antichità, medio evo), la biblioteca, il servizio pedagogico, il laboratorio di preparazione e i servizi di vendita e generali. Il Museo conserva, elabora, documenta ed espone il materiale archeologico del territorio istriano, la maggior parte del quale provviene da Pola e i suoi dintorni. Le ricerche archeologiche si svolgono su tutto il territorio istriano secondo le necessità e le possibilità, e nel corso della storia alcuni segmenti non si sono sviluppati in modo uniforme. Fondato con il materiale dal Nesazio, il Museo copriva fino agli anni Trenta quasi esclusivamente il territorio polese. Tra la I e la II g.m. per lo più era in stasi, e rifiorisce solo dopo la II g.m. In quel periodo è stata raccolta un'ingente quantità di materiale da documentazione sulla topografia dell'intera Istria. All'inizio le ricerche erano di ambito modesto, e con l'ondata dell'edilizia turistica, le ricerche archeologiche protettive nell'area litorale (Cervar, Sorna, Katoro), sono state unificate. Il Museo ha dedicato un'attenzione particolare ai monumenti e ai sitii sulle isole Brioni. Nell'archeologia preistorica, antica e medievale dell'Istria s'alternavano le ricerche intensive sul terreno con le elaborazioni in laboratorio dei risultati, che seguiva la presentazione in forma di mostra. La mostra stabile è aperta agli inizi degli anni Settanta, e negli anni Novanta è stata parzialmente modernizzata. I dipendenti del Museo hanno collaborato all'ideazione, alla creazione e all'allestimento delle mostre e collezioni stabili in altri musei e lapidari istriani, specialmente negli anni Cinquanta e Sessanta. Il Museo allestisce anche le mostre temporanee a tema, che scambia anche con altri musei archeologici in Croazia e all'estero. In particolar modo è stata notata la mostra Arte e archeologia dell'Istria, che il Museo ha allestito nel 1985 in Venezia, Verona e Milje. Il Museo pubblica la rivista scientifica Histria Archeologica (dal 1970), una serie di monografie (Monografije i katalozi – Monografie e cataloghi) e pubblicazioni speciali.

 

BIBLIOGRAFIA: R. Matijašić, Arheološki muyej Istre u Puli 1902-1982, Histria Archaeologica, 1982-83, 13-14; Bibliografija 1947-1987, Histria Archaeologica, 1988, 19.

R. Matijašić

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