La caccia

La caccia, attività che comprende l'allevamento, la protezione, la caccia e l'uso della selvaggina. Nei tempi antichi l'uomo si dedicava alla caccia per bisogno, per sopperire alla necessità di carne e pellicce. Con lo sviluppo della società si è evoluta in divertimento, esercizio, sport e occupazione vera e propria. La caccia ha anche un'importanza economica, ed è collegata con altre attività economiche, soprattutto l'agricoltura, l'economia forestale e l'industria.

La sua funzione è importante per la salvaguardia della natura e della conservazione dell'equilibrio biologico ed ecologico, l'habitat naturale della selvaggina. I cacciatori in Istria sono organizzati in associazioni venatorie, attraverso le quali aderiscono alla Federazione della caccia della Regione Istria con sede a Parenzo, e alla Federazione della caccia croata (HLS) in qualità di organizzazione tetto. La federazione della caccia della Regione Istria conta oltre 4000 cacciatori divisi per 35 associazioni. Fino all'adozione della Legge sulla caccia della Repubblica di Croazia nel 1994, nei territori di caccia istriani si seguiva la Legge sulla caccia della Repubblica Socialista Croata del 1976. Nel 2003 la superficie su cui poter cacciare nella Regione Istria comprendeva 141 995 ettari. Il clima mite e la diversità dei terreni dell'area istriana favoriscono la riproduzione della selvaggina grossa e minuta. Si cacciano lepri, starne, fagiani, quaglie, caprioli, cervi e cinghiali. Secondo i dati degli anni Sessanta del secolo scorso, nei territori di caccia istriani si contava la più densa popolazione di pernici della Croazia. Oggi in molte riserve di caccia praticamente non ci sono più pernici (Perdix Perdix), e non si incontrano più né la coturnice (Alectoris graeca), né la lepre comune (Lepus europeus). Lo sviluppo generale influisce in modo negativo sulle riserve di caccia in Istria; alcune attività si sviluppano in maniera incontrollata e causano dei danni all'ambiente e alla cacciagione. Dalla metà del XX sec. si sviluppa il turismo venatorio.

 

I. Kodela